Pestato e ucciso a coltellate nel ghetto, così è stato ‘giustiziato’ Sadam: cosa è emerso dall’autopsia

Sarebbe stato pestato e poi ucciso a coltellate Sadam Houssain, il bracciante pachistano di 32 anni il cui corpo privo di vita è stato rinvenuto n

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Sarebbe stato pestato e poi ucciso a coltellate Sadam Houssain, il bracciante pachistano di 32 anni il cui corpo privo di vita è stato rinvenuto nel pomeriggio dello scorso sabato 23 agosto, all’interno del bagagliaio della propria autovettura, parcheggiata sotto un telone nei pressi del ghetto di Borgo Mezzanone.È questa la prima indicazione emersa dall’autopsia effettuata sul cadavere dell’uomo, scomparso nel nulla il 4 agosto, ovvero 18 giorni prima il ritrovamento del cadavere.L’esame è stato eseguito oggi, martedì 25 agosto, all’istituto di medicina legale del Policlinico di Foggia, dall’equipe del prof. Luigi Cipolloni. Le conclusioni dell’esame verranno, ordinate dalla Procura di Foggia, saranno depositate entro il termine di 90 giorni. A completare il medico-legale saranno gli esiti degli esami istologici sui tessuti, benché compromessi dall’avanzata decomposizione del corpo.La pista del caporalato e i trasporti dei braccianti
Tra le ipotesi investigative al momento al vaglio degli inquirenti, c’è quella legata ad un possibile ‘regolamento di conti’ nel mondo del caporalato. Sin dai primi momenti successivi al ritrovamento, un amico e connazionale della vittima avrebbe riferito agli inquirenti che Sadam era solito accompagnare con la propria auto alcuni migranti residenti nel ghetto di Borgo Mezzanone verso le campagne del Tavoliere per la raccolta dei pomodori.Dettagli chiave sono emersi dagli appunti consegnati ai militari dell’Arma il 7 agosto dal fratello della vittima, Nazim, e svelati in un articolo firmato da Filippo Santigliano nell’edizione odierna de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’. Secondo quanto ricostruito, Sadam trasportava lavoratori del Bangladesh dal ghetto ai campi, stipulando direttamente i contratti con i proprietari delle aziende agricole e provvedendo al pagamento delle paghe. Gli investigatori si interrogano ora se dietro il movente del delitto si nascondano le dinamiche del fenomeno del caporalato.Dalla scomparsa al macabro ritrovamento
La vicenda ha avuto inizio la mattina del 4 agosto scorso. Sadam Houssain, giunto dal Pakistan nel 2015 e residente dal 2020 a Ippocampo (frazione di Manfredonia) con un permesso di soggiorno per protezione speciale, è svanito nel nulla dopo aver terminato il turno di lavoro nei campi di Cerignola. Non vedendolo rientrare e non avendolo visto presentarsi al lavoro il giorno seguente, il fratello Nazim ha lanciato l’allarme: per ore il suo cellulare ha squillato a vuoto prima di spegnersi, mentre la sua abitazione era in ordine, senza alcun segno di effrazione.La svolta tragica è arrivata il 23 agosto, quando lo stesso Nazim ha individuato la Citroën C4 del fratello a pochi metri dall’insediamento abusivo di Borgo Mezzanone. Aperto il bagagliaio, la drammatica scoperta del corpo. Il riconoscimento ufficiale della salma è stato reso possibile da un anello che l’uomo portava al dito.

 

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