Puglia, torna la Commissione regionale Antimafia

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la proposta di legge che istituisce nuovamente la Commissione regionale di studio e d’inchiesta s

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Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato la proposta di legge che istituisce nuovamente la Commissione regionale di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata. Un provvedimento accolto con favore dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che rivendica il ruolo avuto nella nascita dell’organismo.«Aver votato la proposta di legge è un segnale importante per l’intera regione», dichiarano i consiglieri pentastellati, sottolineando la volontà di proseguire il lavoro svolto nelle precedenti legislature sui temi della legalità e del contrasto alle mafie.La consigliera Rosa Barone ricorda come la Commissione sia nata nel 2016 su iniziativa del Movimento 5 Stelle, con il consenso di tutte le forze politiche, e come abbia avuto l’onore di esserne la prima presidente. Tra i risultati raggiunti viene evidenziata l’approvazione, nel 2019, del Testo Unico sulla Legalità, elaborato anche grazie al contributo raccolto nel corso delle numerose audizioni con magistrati, amministratori locali, associazioni e rappresentanti impegnati quotidianamente nella lotta alla criminalità organizzata.Secondo il M5S, proprio durante quel percorso è nata anche l’idea della Fondazione Stefano Fumarulo, indicata come uno degli strumenti più significativi per la promozione dell’antimafia sociale in Puglia.Nel corso delle precedenti esperienze, la Commissione ha ascoltato sindaci, procuratori della Repubblica, rappresentanti delle istituzioni e figure simbolo dell’impegno antimafia, promuovendo inoltre iniziative di sensibilizzazione e creando una rete di collaborazione con altre Commissioni antimafia presenti sul territorio nazionale.«Ora questo lavoro può continuare e lo faremo con sempre maggiore impegno – conclude Barone –. Abbiamo il dovere di incidere su questioni prioritarie per la nostra terra e contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini pugliesi».

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