Non sono 47 e nemmeno 97, ma potrebbero essere molti di più gli alberi di olivo attaccati dal batterio della Xylella nel territorio di Cagnano Var

Non sono 47 e nemmeno 97, ma potrebbero essere molti di più gli alberi di olivo attaccati dal batterio della Xylella nel territorio di Cagnano Varano. La Regione Puglia con l’Osservatorio fitosanitario e con il dipartimento Agricoltura, è subito intervenuta dopo le prime segnalazioni. Oggi in Capitanata il direttore del dipartimento, Gianluca Nardone. “Stiamo facendo quello che prevede il protocollo. Prima di tutto stiamo controllando l’estensione del focolaio per capre quanta superficie è interessata dal focolaio per poterlo spegnere quanto prima. Stiamo facendo analisi a tappeto, una sorta di tampone molecolare a tutte le piante per capire quante di queste sono infette nel raggio prima di 400 metri e poi di 2 chilometri. La speranza è quella di evitare la diffusione verso altre piantagioni”.Ma come è stato possibile l’attacca del batterio nel Foggiano? “L’infezione si sposta in due modi: c’è un trasporto attivo da parte del vettore, poi il trasporto antropico del vettore, ovvero le auto i tir, gli autobus trasportano il vettore da un luogo ad un altro. Tutto questo non si può controllare, basti pensare che in Puglia ci sono 71 milioni di piante di olivo. Abbiamo bisogno dell’aiuto degli agricoltori, devono chiamarci ai primi segnali strani sulle piante, anche perchè non riusciamo a prevenire i salti della Xylella dal Leccese al Foggiano. Gli olivicoltori fanno bene ad essere preoccupati, anche perchè questi spostamenti sono imprevedibili, ma nello stesso tempo devono avere fiducia nelle istituzioni. Se si parte nei tempi giusti siamo in grado di contenere il focolaio”. Consigli per gli olivicoltori? “Chiediamo arature dei terreni e trattamenti obbligatori con gli insetticidi”.

saverio serlenga


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