Manfredonia, nuovo assetto societario dell ‘acquedotto pugliese

L’Acquedotto Pugliese allarga i suoi ranghi e apre ai Comuni per una collaborazione nelle scelte sui servizi idrici. Manfredonia vi ha aderito con

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L’Acquedotto Pugliese allarga i suoi ranghi e apre ai Comuni per una collaborazione nelle scelte sui servizi idrici. Manfredonia vi ha aderito con un voto unanime del consiglio comunale che ha designato a rappresentarla nel Comitato di indirizzo e di controllo di AQP, l’assessore allo sviluppo economico Matteo Gentile.
«Il nuovo orientamento di AQP – spiega l’assessore Gentile – consente al Comune di Manfredonia di partecipare alle attività di indirizzo e supervisione sulle principali scelte strategiche della società. Un ruolo che riguarda la programmazione, gli investimenti e la qualità del servizio idrico, con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento dei Comuni e rispondere concretamente alle esigenze dei territori con una maggiore attenzione agli investimenti e alle priorità del servizio».
Il territorio di Manfredonia è interessato da importanti investimenti strutturali che vanno monitorati attentamente.
«Tra i più significativi – annota Gentile – c’è il progetto da 37 milioni di euro per la realizzazione delle reti idriche e fognarie della riviera sud; il potenziamento del depuratore cittadino, l’adeguamento degli impianti per riutilizzo delle acque depurate, il raddoppio delle condotta fognaria dell’impianto di sollevamento del porto, la delocalizzazione dell’impianto di sollevamento idrico di Scaloria, e non ultimo l’intervento “Risanamento Reti 4” che interessa direttamente l’abitato di Manfredonia con lavori su circa quindici chilometri di rete idrica».
Le problematiche relative alla distribuzione e alla gestione dell’acqua ma anche della fogna, sono notori e datano lontano nel tempo che hanno determinato criticità storiche. Tra le principali emergenze quelle relative a falle e rotture improvvide dele condutture idriche, e tracimazioni stradali della fogna nera; alle carenze nelle aree periferiche, rurali e industriali dove si registrano ritardi storici che penalizzano le attività produttive.
Urgono pertanto interventi che adeguino i servizi tanto nelle aree urbane quanto nelle campagne. La gestione dell’acqua per uso agricolo nel vasto territorio di Manfredonia è caratterizzata da deficit strutturali gravissimi. I penalizzanti effetti dele frequenti siccità, si uniscono ad una rete di distribuzione complessa gestita dal Consorzio per la Bonifica di Capitanata, con gravi conseguenze sulle colture strategiche come pomodori, grano, uva da vino, ulivi.
Soccorrono i grandi invasi della provincia di Foggia, Occhito e Capacciotti, ma le frequenti stagioni siccitose riducono sensibilmente i volumi d’acqua al di sotto dei livelli di guardia, costringendo il Consorzio a razionamenti severi che compromettono interi raccolti stagionali. I costi della gestione dell’acqua gravano pesantemente sulla redditività delle aziende agricole, tra i pilastri dell’economia di Capitanata, rendendole meno competitive sui mercati.
La prospettiva è il riutilizzo irriguo delle acque reflue depurate provenienti dai depuratori civili. È stato approvato un maxi-progetto infrastrutturale da circa 6,4 milioni di euro, per il totale recupero e l’affinamento delle acque reflue civili del depuratore cittadino di Manfredonia. L’infrastruttura integrerà un sistema digitalizzato di telecomando e telecontrollo gestito da Acquedotto Pugliese e dal Consorzio di bonifica.
Michele Apollonio

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