C'è anche una pugliese tra i quattro militari italiani — due piloti e tecnici dell'esercito e due volontari della Croce Rossa italiana - giovedì p

C’è anche una pugliese tra i quattro militari italiani — due piloti e tecnici dell’esercito e due volontari della Croce Rossa italiana – giovedì pomeriggio nello schianto di un elicottero in Bosnia-Erzegovina, nel distretto di Brčko, durante un’operazione di addestramento nell’ambito della missione europea Eufor Althea. Gli undici sopravvissuti sono feriti, ma non in pericolo di vita.Le vittime sono il sergente Simone Ruggia, 30 anni, originario di Salerno, pilota del velivolo; il sergente Claudio Marchesi, 35 anni, originario di Orvieto, specialista di bordo; il tenente Franco Adriano Zecchillo, medico della Croce Rossa, nato a Milano, che avrebbe compiuto 65 anni il 31 ottobre; e il sergente Laura Procacci, 24 anni, infermiera della Croce Rossa, originaria di Andria. Ruggia e Marchesi erano in servizio al comando aviazione dell’esercito (Aves) di Viterbo, presso il primo reggimento ‘Antares’. Zecchillo e Procacci appartenevano al corpo militare volontario della Croce Rossa italiana.I nomi resi noti dopo l’annuncio alle famiglie
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reso pubblici i nomi delle vittime su X, spiegando il ritardo nella comunicazione: “Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nomi delle persone coinvolte. Il nostro momentaneo silenzio non ha impedito che la notizia della scomparsa di 4 nostri militari impegnati nella missione Eufor Althea riecheggiasse provocando la disperazione di centinaia di persone che avevano i loro cari impegnati in Bosnia”.”Ci uniamo al dolore dei familiari del Sergente (Ei Aves) Simone Ruggia, del Sergente (Ei Aves) Claudio Marchesi, del Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (Cri) Franco Adriano Zecchillo e del Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (Cri) Laura Procacci che hanno perso la vita servendo l’Italia, la Difesa e l’Esercito”, ha concluso il ministro.Su Instagram, Crosetto ha poi aggiunto: “Avete lasciato questa terra onorando il vostro giuramento di servizio all’Italia. Mi inginocchio di fronte a voi, pregando perché i vostri cari possano superare questa tragedia”.La dinamica dell’incidente
Il velivolo, un Ch 47 Chinook, era partito da Viterbo e, dopo uno scalo all’aeroporto militare di Pratica di Mare, aveva raggiunto la Bosnia per un’operazione di addestramento di routine. Secondo quanto riferito dall’ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Castellani, che si è recata sul posto, “non è ancora chiara la dinamica, l’incidente sarebbe avvenuto in fase di decollo dall’aeroporto di Brčko, quindi immediatamente dopo”. Alcuni testimoni oculari raccontano che l’elicottero volava a bassa quota, ha effettuato diverse virate e si è avvitato su sé stesso in un movimento a spirale discendente prima di schiantarsi in una zona di campagna.Il maltempo è escluso tra le cause: le condizioni erano di normale visibilità. Tra le ipotesi figura anche quella di un possibile urto con cavi ad alta tensione. Il ministero della Difesa ha comunicato che le cause sono “in corso di accertamento” e che saranno analizzati per prima cosa i rottami del mezzo.Gli undici feriti sono attualmente ricoverati negli ospedali di Brčko e di Tuzla. Il ministro Crosetto ha reso noto che personale medico militare italiano è stato inviato sul posto per seguire i feriti e che venerdì 30 ottobre raggiungerà la Bosnia insieme al capo di stato maggiore della Difesa, portando altri specialisti.Il lutto della Croce Rossa e di Andria
Rosario Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa, ha dichiarato: “Il dolore per la scomparsa improvvisa dei nostri due colleghi è indicibile, stiamo già supportando le loro famiglie. Siamo in contatto con il terzo componente del team di evacuazione medica, rimasto ferito anche lui, e seguiamo con grande attenzione le sue condizioni. Esprimo il mio profondo cordoglio, a nome della Croce Rossa Italiana, ai familiari delle altre vittime dell’incidente e allo Stato Maggiore della Difesa. Ringrazio il presidente della Repubblica per la sua vicinanza”.A ricordare Laura Procacci, definita “la prima donna sottufficiale di Andria ad aver prestato giuramento nel Corpo militare della Cri”, è la sindaca della città pugliese Giovanna Bruno, in un post su Facebook: “Una ragazza conosciuta per il suo temperamento e la sua testimonianza di forte positività; una vita intrisa di volontariato e sani princìpi”. “Come si fa a commentare dovendo elaborare una perdita così grave, così inspiegabile? Solo incredulità… solo desiderio di abbracciare come Città quello che la giovane vittima è stata, nel ricordo di chi l’ha conosciuta… nel tormento di chi l’ha amata… negli ambiti che ha con onore servito”, ha scritto.La missione Eufor Althea e il Villaggio Difesa
La missione Eufor Althea è nata nel 2004 con lo scopo di stabilizzare la zona dopo la disgregazione della Jugoslavia. Vi partecipano 1.600 militari di 24 paesi: il contingente italiano, il più numeroso, conta circa 300 uomini. Il quartier generale è a Camp Budmir, vicino a Sarajevo. La missione è a guida italiana dal gennaio di quest’anno, con il generale Maurizio Fronda.

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