Sulle spiagge della Puglia è ancora estate: da Santa Maria di Leuca a Vieste è un susseguirsi di ombrelloni e lettini. Ma ben presto non è escluso c

Sulle spiagge della Puglia è ancora estate: da Santa Maria di Leuca a Vieste è un susseguirsi di ombrelloni e lettini. Ma ben presto non è escluso che arrivi il “gelo” delle procedure e dei ricorsi al Tar. Questo perché la grande riforma delle concessioni di lidi, stabilimenti e strutture sulla costa ha impresso l’accelerazione: entro giugno del 2027 le gare dovranno essere bandite per concludersi il successivo 30 settembre. E c’è anche una prima bozza di bando tipo. «È certamente un atto utile – afferma Antonio Capacchione, presidente nazionale del Sib (sindacato italiano balneari) – per l’esercizio omogeneo delle funzioni amministrative, ancorché permangano criticità (su indennizzi, offerta economica, requisiti di partecipazione) frutto perlopiù del quadro normativo vigente. Ecco perché vanno prima affrontati i temi della parità di condizioni tra territori e soprattutto della programmazione».Il Sib ha inviato una nota alla Regione «per evitare – prosegue Capacchione – che la prossima stagione si trasformi in una battaglia burocratica più che in un’occasione di crescita». «La pianificazione è indispensabile anche per la verifica della cosiddetta scarsità della risorsa presupposto per l’applicazione della direttiva Bolkestein. E deve essere preliminare alla messa a gara delle porzioni di demanio per evitare che sia vanificata o condizionata nella scelta sulla destinazione delle aree se alla libera fruizione o in concessione».Solo tre Comuni in Puglia hanno avviato le procedure (su 2 mila concessioni e 69 amministrazioni costiere): Castellaneta, Ginosa e Bari. Nel primo caso l’assegnazione dei lotti è finita nella lista delle cause da trattare dal Tar di Lecce (è attesa la sentenza), mentre nel secondo caso il Consiglio di Stato ha concesso una proroga tecnica valida fino al 2027.A Bari, invece, i bandi sono stati pubblicati e scadranno a novembre. «Eravamo pronti già da marzo scorso – chiarisce Pietro Petruzzelli, assessore che si occupa di Attività Produttive – ma abbiamo voluto attendere indicazioni dal governo. Passata l’estate, all’inizio di settembre abbiamo scelto di agire. Il primo bando è per lidi e ristoranti lungo i 42 chilometri della costa barese, poi ci saranno gli avvisi per insediamenti produttivi e successivamente per i circoli nautici e le associazioni. Il modello della gara è quello usato finora: 70 per cento offerta tecnica e 30 per cento offerta economica (associazioni all’80 per cento, ndr)». «Per le aree in concessione – prosegue la nota di Capacchione – è indispensabile salvaguardare il modello di balneazione attrezzata pugliese costituito da micro aziende a conduzione familiare premiando la professionalità e il lavoro non l’investimento di capitale».Ultimo aspetto delle criticità è legato al numero massimo di concessioni attribuibili a uno stesso soggetto. Sinora non ci sono limiti. «Bisogna prevederlo per legge – conclude Capacchione -, no a oligopoli».Il problema bandi cade anche a Monopoli dove ci sono una quarantina di iniziative commerciali da “collocare”. «Finalmente abbiamo uno strumento, la bozza di bando, per iniziare a ragionare. Stiamo discutendo con gli uffici – sostiene Angelo Annese, sindaco di Monopoli – per sbrogliare la matassa delle concessioni. Che sia chiaro: ci sarà il confronto con i soggetti interessati, ma non voglio arrivare a maggio nell’incertezza di chi dovrà gestire un servizio fondamentale per l’economia locale».

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