Pesca, Flai Cgil: “La politica europea va profondamente rivista”

La crisi della pesca non può più essere affrontata con strumenti pensati per un contesto economico e sociale ormai superato. È la posizione della

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La crisi della pesca non può più essere affrontata con strumenti pensati per un contesto economico e sociale ormai superato. È la posizione della Flai Cgil, che accoglie con interesse la recente risoluzione del Parlamento europeo sulla valutazione della Politica Comune della Pesca, adottata il 17 settembre. Il sindacato individua tra le principali criticità il progressivo deterioramento degli stock ittici, l’aumento dei costi operativi, l’invecchiamento delle imbarcazioni e della forza lavoro e la pressione dei prodotti importati, fattori che a suo giudizio stanno aggravando la crisi del comparto e ostacolando il ricambio generazionale.

“Serve una revisione profonda della PCP”

La Flai Cgil ritiene necessario rivedere in maniera sostanziale l’impianto della Politica Comune della Pesca, definito nel 2013, tenendo conto dei profondi cambiamenti economici, ambientali e geopolitici intervenuti negli ultimi anni.Per il sindacato la gestione del settore dovrebbe poggiare su dati scientifici più coerenti e proporzionati, con obiettivi misurabili e un coordinamento più efficace tra le istituzioni europee coinvolte.L’obiettivo indicato è conciliare la tutela delle risorse marine con la salvaguardia dell’occupazione e della redditività di lavoratrici e lavoratori.

Flotta più moderna e maggiore sicurezza

Uno dei punti considerati prioritari riguarda il rinnovo delle imbarcazioni. La Flai Cgil chiede di rendere più semplice l’accesso ai finanziamenti europei destinati all’ammodernamento della flotta, così da migliorare sicurezza e condizioni di lavoro a bordo, aumentare l’efficienza energetica e accompagnare il processo di decarbonizzazione.Il sindacato sollecita inoltre regole che consentano di intervenire sugli spazi abitativi e sulla sicurezza dei pescherecci senza che questi miglioramenti vengano automaticamente considerati come un aumento della capacità di pesca o della stazza.

Il Mediterraneo al centro

Particolare attenzione viene riservata alla necessità di distinguere le diverse realtà marittime europee, considerando le specificità biologiche, ambientali ed economiche di ciascun bacino.In questa prospettiva, la Flai Cgil valuta positivamente il richiamo al Mediterraneo e alla necessità di una gestione calibrata sulle caratteristiche locali.Per il sindacato, soltanto un approccio capace di tenere insieme sostenibilità delle risorse, condizioni di lavoro e peculiarità territoriali può contribuire a tutelare l’occupazione e garantire un futuro al settore della pesca.

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