Birra pugliese, la filiera cresce “dal campo al bicchiere”: 119 realtà, Foggia terza provincia con 22 attività

La birra pugliese prova a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nell’economia agroalimentare regionale, puntando su una filiera che parte d

Si fingono incaricati alla lettura dei contatori: attenzione, non fateli entrare!
Pericolo cinghiali sulle strade della Capitanata: “Abbiamo rischiato di ammazzarci”
L’urna di Raffaella Carrà sarà portata a San Giovanni Rotondo: “Per sua espressa volontà”

La birra pugliese prova a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nell’economia agroalimentare regionale, puntando su una filiera che parte direttamente dalla terra. Sono 119 le realtà presenti sul territorio tra birrifici, beer firm e brew pub, con la provincia di Foggia che occupa il terzo posto in Puglia con 22 attività.A tracciare il quadro è Coldiretti Puglia, che evidenzia come proprio durante l’estate, con l’aumento delle temperature e dei consumi, emerga con maggiore forza l’interesse verso le birre artigianali e agricole legate ai territori di produzione.La sfida è quella di arrivare a una birra sempre più riconoscibile come pugliese non soltanto per il luogo nel quale viene prodotta, ma anche per l’origine delle materie prime utilizzate.

Foggia terza in Puglia con 22 realtà

La distribuzione delle attività brassicole vede Bari al primo posto con 34 realtà, seguita da Lecce con 31. Subito dopo arriva Foggia, che ne conta 22.Seguono Taranto con 16 attività, la BAT con 9 e Brindisi con 7.Una presenza diffusa che, secondo Coldiretti, testimonia la capacità del comparto di svilupparsi mettendo insieme produzioni differenti e caratteristiche specifiche dei singoli territori.

Dai cereali pugliesi alle foglie di ulivo

Il punto centrale è proprio la materia prima. Orzo, luppolo e cereali rappresentano la base sulla quale costruire una filiera capace di partire dai campi pugliesi e arrivare fino al consumatore.Le possibilità di sperimentazione offerte dalla biodiversità agricola sono numerose. Tra le varietà di cereali utilizzabili nella produzione brassicola figurano Senatore Cappelli, Risciola, Timilia, Russello e grano “Buono di Rutigliano”.Ma i produttori stanno sperimentando anche ingredienti decisamente più caratteristici della Puglia: carrube, fichi, carciofi, canapa e persino foglie di ulivo vengono impiegati per creare ricette particolari e rafforzare il legame tra la birra e il territorio nel quale nasce.

La birra agricola come opportunità per le aziende

Per Coldiretti Puglia la birra agricola a chilometro zero può diventare anche uno strumento di diversificazione del reddito delle aziende.La trasformazione delle materie prime prodotte direttamente in azienda o reperite attraverso filiere locali permette infatti di aumentare il valore aggiunto dell’attività agricola, affiancando alla coltivazione la trasformazione e la vendita.Un modello che può estendersi anche al turismo rurale ed enogastronomico, trasformando il birrificio in un luogo nel quale conoscere non soltanto il prodotto finale, ma anche le materie prime, le tecniche di lavorazione e il territorio.

Nuovi mestieri intorno ai birrifici

La crescita del settore sta creando anche nuove professionalità. Accanto alla figura del mastro birraio trovano spazio competenze legate alla degustazione, alla comunicazione, alla promozione e all’accoglienza.Sempre più attività affiancano infatti alla produzione visite nei birrifici, degustazioni ed esperienze didattiche.La birra diventa così anche uno strumento di racconto: dietro un bicchiere possono esserci un cereale coltivato sul territorio, un’azienda agricola, una particolare ricetta e una storia produttiva da presentare ai visitatori.

La sfida del Made in Puglia

Il prossimo obiettivo indicato da Coldiretti è rafforzare ulteriormente il rapporto tra produzione brassicola e agricoltura regionale, aumentando l’utilizzo di materie prime italiane e pugliesi.Fondamentale sarà anche rendere immediatamente riconoscibile ai consumatori l’origine degli ingredienti e il valore della filiera.Una birra “dal campo al bicchiere” che, nelle intenzioni di Coldiretti Puglia, può generare nuove opportunità economiche e occupazionali, contribuendo contemporaneamente alla promozione delle produzioni agricole e di un Made in Puglia sempre più legato alla propria terra.

COMMENTI

WORDPRESS: 0