La Giunta comunale ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione degli interventi infrastrutturali di attivazione del servizio di dist

La Giunta comunale ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione degli interventi infrastrutturali di attivazione del servizio di distribuzione acqua potabile e depurazione nelle aree PIP e DI46 di Coppa del vento, l’area industriale alle porte di Manfredonia a mo0nte della statale per Foggia. Erano 30 anni (trenta anni) che si attendeva quel provvedimento. Da quando venne varato il propositivo progetto del Contratto d’area per fronteggiare la grave crisi economica e occupazionale abbattutasi sull’area sipontina, conseguente all’uscita dell’Enichem.
Una vicenda paradossale, al limite dell’allucinazione: in tre decenni non si è riusciti a decretare l’all’accio alla condotta dell’acqua e attivare il derivato impianto di depurazione. E assurdo che possa sembrare, c’erano anche i soldi: erano parte della dotazione del Contratto d’area destinata alla realizzazione dei servizi. Per trent’anni sono rimasti lì, in attesa di essere utilizzati. Una attesa terminata: il progetto di cui alla delibera comunale innanzi, utilizzerà i due milioni e 800 mila euro in cassa del Contratto d’area.
Una vicenda assurda, angosciante, kafkiana. Che costa molto al sistema economico, sociale, politico di Manfredonia. Una città, quanto meno una parte di essa, appiattita su situazioni difficili quanto si vuole, ma ormai da tempo superate, riprese, rimuginate, rielaborate, riproposte anche in forma scenica. Una città, parte di essa, ignara del mondo che continua a girare, ad andare avanti, del nuovo che avanza, delle istanze di vita, di rinnovamento, di attivismo, che premono all’orizzonte. Una città che vuole vivere.
Quel mancato allaccio alla condotta idrica, fondamentale anche per le attività industriali, ignorato, non si sa quanto scientemente, per trenta anni ha prodotto danni per tanti aspetti irreparabili. Intanto delle circa sessantina di aziende insediatesi in quell’area industriale che davano lavoro ad oltre 1.600 (milleseicento) addetti, ne sono rimaste poco o niente. Ma la rovina ancora maggiore è stata, è, quella che Manfredonia ha perso la necessaria credibilità sociale, fondamentale per ogni area che si proponga come attrattiva per iniziative economiche. E Manfredonia altro che se ne ha. Citiamo solo il porto, il sistema portuale articolato.
Una situazione protrattasi per inerzia (o per calcolo) mentre tutto si andava impoverendo. Ci sono colpevoli? Certi rovesci non vengono da soli. D’altra parte la storia della mala gestio della città è ben chiara, rappresentata dalle competenti autorità governative nazionali intervenute drasticamente.
Ora arriva questa “novità”, l’atto che attesta la rottura di una routine inetta, sterile, e si propone come riparatore di una lunga stagione di delusioni e patimenti, di rilancio della speranza a riportarsi sulla retta via.
«La Giunta comunale ha compiuto uno di quei passi destinati a lasciare il segno e a riportare Manfredonia all’attenzione degli operatori economici» rileva con giustificata soddisfazione l’assessore alle opere pubbliche, infrastrutture e identità territoriale, Francesco Schiavone, relatore del provvedimento. «È l’atto – realizza – che segna in concreto il cambio di passo e di prospettiva della città e dà il via al percorso che porterà alla realizzazione delle infrastrutture per la distribuzione dell’acqua e la depurazione, nella zona industriale di Manfredonia. Un primo passo concreto propedeutico alla emissione dei bandi per realizzare le opere. Parliamo – aggiunge – di un investimento di quasi 2,9 milioni di euro che rischiavamo di perdere e che serviranno a rendere finalmente efficienti le nostre aree industriali PIP e DI46».
Una insufflata di ossigeno che si spera possa richiamare l’attenzione dell’imprenditoria non solo locale, e innescare quel circolo virtuoso di attività economiche fondamentali per ridare respiro ad una economia asfittica. Il lavoro, si sa, è il pilastro fondamentale per garantire stabilità economica, inclusione sociale, benessere psicofisico alla persona e alla collettività.
«La realizzazione di queste infrastrutture fondamentali per una proficua attività d’impresa – ha annotato il sindaco Domenico La Marca – potrà rendere più appetita e competitiva la nostra zona industriale, incentivare nuovi insediamenti produttivi e creare condizioni favorevoli alla crescita occupazionale: si va a completare un’opera strategica rimasta inopinatamente incompiuta per troppo tempo».
Questo provvedimento va ad aggiungersi all’altro, varato dalla stessa giunta municipale, col quale la Città di Manfredonia partecipa alla procedura selettiva indetta con avviso pubblico dalla Struttura di Missione ZES del 16.2.2026, per il finanziamento del progetto esecutivo inerente a lavori di realizzazione di un impianto in fibra ottica e di monitoraggio e controllo accessi alla zona PIP del Comune di Manfredonia, per un importo complessivo di 1.497.902,85 euro.
Michele Apollonio


COMMENTI