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Secondo la tradizione della mitologia greca, l’eroe acheo Diomede, re di Argo e tra i più valorosi protagonisti della guerra di Troia narrata da Omero nell’Iliade, non fece ritorno definitivamente nella sua patria. Dopo la caduta di Troia, una serie di vicende e contrasti lo spinsero a salpare verso Occidente, approdando sulle coste dell’Adriatico meridionale ove fondò quella che la storia chiama Daunia. Seguendo il racconto della leggenda, è accreditata l’ipotesi che sia approdato sul litorale sipontino, a quel tempo arida scogliera andatasi, attraverso i secoli, trasformandosi fino ai nostri giorni. Su un tratto di quella costa all’ombra del Gargano, è sorto un sistema portuale di ben tre bacini ciascuno con destinazione specifica (peschereccio, industriale, turistico), come a voler ricordare e validare quell’approdo originario ricordato con le dedica della piazza affacciata sul mare, a Diomede. Una terra aperta al mondo. E di imbarcazioni, in tutti i tempi, ne approdano a Manfredonia.
Una storia affascinante, ricca di riferimenti culturali, che il Rotary Club di Manfredonia ha pensato di evidenziare posizionando su una banchina del porto turistico “Marina del Gargano”, auspice la proprietà Gelsomino, un simbolo che ben sintetizza quel percorso che i secoli, i millenni hanno consolidato. Una stele ispirata a quei monumenti che rappresentano l’identità storica dei dauni, le ormai famose Stele daunie, straordinaria testimonianza di quella civiltà sviluppatasi su queste sponde sin dal IX-VIII secolo. Preziosi cimeli istoriati che descrivono momenti della vita di quel tempo, scoperti, studiati e divulgati, non solo nel mondo scientifico, da Silvio Ferri, archeologo dell’Università di Pisa, che ha interpretato e spiegato in centinaia di pubblicazioni la doviziosa serie di figurazioni e simboli scolpiti su quelle lastre di pietra.
Un monumento che sintetizza mitologia, storia, cultura, che idealmente riecheggia quel primordiale approdo del “naufrago” Diomede e riafferma lo spirito di accoglienza di Manfredonia. Una stele dedicata al “padre delle stele daunie”, Silvio Ferri, al quale è già doverosamente intitolato il “Museo archeologico nazionale” allocato in quell’altro grande e prestigioso cimelio del castello svevo-angioino aragonese, auspice il comune di Manfredonia e l’allora assessore benemerito Cristanziano Serricchio. È quello il sacrario dove si conserva l’identità di Manfredonia. Un presidio di forte valenza non solo nazionale.
«L’intendimento del Rotary – spiega il presidente Raffaele Fatone – è quello di creare un collegamento ideale tra il monumento collocato sul waterfront cittadino e il Museo nazionale archeologico e dunque invitare i visitatori a riscoprire uno straordinario patrimonio artistico, storico e culturale, che rende unica la nostra città. La stele del porto turistico come “ambasciatore” della nostra storia, della Daunia».
La stele stilizzata del Rotary è stata disegnata dal rotariano ingegnere Bruno Rinaldi «che ha saputo tradurre – annota Fatone – in progetto come sintesi del sentimento di appartenenza alla storia, alla cultura sipontina, da affidare alle future generazioni. La valorizzazione di un service rotariano in investimento culturale capace di produrre valore per l’intera comunità. Un invito permanente, in specie per quanti approderanno in quel porto, ad avvicinarsi ad uno straordinario tesoro archeologico visitando il Museo nazionale archeologico e dunque al sentimento daunio».
Due metri e venti di altezza per 80 di larghezza lavorata in acciaio corten, la stele poggia su un basamento di calcestruzzo armato rivestito di lastre di marmo. «Un monumento con caratteristiche moderne – annota l’autore – ma capace di evocare lo stilema tipico degli antichi manufatti. Un segno di benvenuto universale».
A rendere particolarmente solenne l’inaugurazione della stele che porta alla base la dedica a Silvio Ferri, l’annunciata presenza del nipote dell’insigne studioso, che Manfredonia lo annovera tra i cittadini onorari, il nipote Rolando Ferri, ordinario all’Università di Pisa. La cerimonia è fissata per sabato 18 corrente, alle ore 19,30, sulla piazzuola nei pressi dell’alzabandiera del porto turistico “Marina del Gargano”.
Michele Apollonio


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