Manfredonia, Rita Valentino: “Non mi farò intimidire da insinuazioni e campagne diffamatorie”…

Negli ultimi giorni il confronto politico sull’ambiente e sulla gestione dei rifiuti ha purtroppo superato ogni limite accettabile, trasformandosi

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Negli ultimi giorni il confronto politico sull’ambiente e sulla gestione dei rifiuti ha purtroppo superato ogni limite accettabile, trasformandosi in una campagna personale fatta di insinuazioni, accuse prive di fondamento e parole gravemente offensive.
La critica politica, anche la più dura, è pienamente legittima. Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di ascoltarla, di rispondere nel merito e di rendere conto del proprio operato. Chiedere spiegazioni, contestare delle scelte o persino domandare la revoca di un assessorato appartiene alla normale dialettica democratica.
Non appartengono, invece, alla dialettica democratica le accuse di complicità, le insinuazioni su presunte raccomandazioni, i riferimenti al carcere o gli inviti a “mandare via a calci” una rappresentante delle istituzioni. Questo linguaggio non esprime dissenso: alimenta disprezzo, aggressività e delegittimazione personale.
È ancora più grave quando simili espressioni vengono pubblicate, rilanciate o tollerate all’interno di spazi social riconducibili a chi ricopre ruoli pubblici o politici. Chi siede in un Consiglio comunale ha il diritto e il dovere di esercitare con fermezza il proprio ruolo di controllo e di opposizione, ma ha anche la responsabilità di contribuire a un confronto civile e rispettoso, senza creare un clima nel quale l’insulto, l’allusione e l’intimidazione diventino strumenti ordinari dell’azione politica.
Purtroppo questo modo di fare politica non rappresenta un episodio isolato. È il riflesso di una deriva che sta impoverendo il confronto pubblico, sostituendo il dialogo con la delegittimazione dell’avversario, la complessità con gli slogan e il rispetto con l’aggressività verbale. È una strada che non appartiene alla mia idea di politica e che considero pericolosa per la qualità della nostra democrazia.
Non resterò in silenzio mentre il mio nome, la mia dignità e il ruolo istituzionale che rappresento vengono trascinati in una campagna costruita su falsità, insinuazioni e attacchi personali. Ho conservato tutta la documentazione relativa ai contenuti pubblicati, ai commenti comparsi sui social e alle interazioni che li hanno accompagnati. Insieme ai miei legali valuterò ogni opportuna iniziativa a tutela della mia persona, della mia reputazione e dell’istituzione che rappresento.
Sul tema dei rifiuti continuerò a rispondere con i fatti. L’abbandono illecito non si combatte con gli slogan né attribuendo automaticamente all’assessora la responsabilità dei comportamenti incivili di singoli cittadini. Si combatte attraverso controlli, videosorveglianza, interventi, collaborazione con ASE e Polizia Locale, prevenzione, sensibilizzazione e sanzioni. È un lavoro complesso che richiede costanza, responsabilità e la collaborazione dell’intera comunità.
Non mi farò intimidire e non arretrerò di fronte a chi tenta di trasformare un problema reale della città in uno strumento di aggressione personale. Continuerò a svolgere il mio incarico con serietà, trasparenza e senso delle istituzioni, rispondendo del mio operato ai cittadini e lavorando esclusivamente nell’interesse di Manfredonia.
Continuerò ad accettare ogni critica, ma non accetterò mai che l’odio venga scambiato per politica e che l’insulto prenda il posto del confronto.
Difendere il rispetto delle persone e delle istituzioni non significa difendere se stessi. Significa difendere la qualità della nostra democrazia.

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