Manfredonia, il PUG abbandonato: vent’anni di lavoro e risorse pubbliche, per poi tornare al vecchio PRG ma prima del PPTR, venga il rispetto delle risorse pubbliche.

Vent'anni di lavoro, studi, confronti istituzionali, incarichi professionali e risorse pubbliche investite per costruire il Piano Urbanistico

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Vent’anni di lavoro, studi, confronti istituzionali, incarichi professionali e risorse pubbliche investite per costruire il Piano Urbanistico Generale di Manfredonia. Un percorso lungo, complesso e condiviso che avrebbe dovuto consegnare alla città uno strumento moderno, capace di programmare lo sviluppo urbano, tutelare il paesaggio, contenere il consumo di suolo e guardare al futuro.
Oggi, invece, l’Amministrazione sceglie di intervenire con una variante al vecchio PRG per l’adeguamento al PPTR. Un adempimento certamente necessario, ma che lascia aperta una domanda politica e amministrativa: perché continuare a investire su uno strumento urbanistico ormai superato quando il PUG è stato sostanzialmente completato e attende soltanto di essere adottato?
Non è una questione tecnica. È una questione di coerenza. Se per quasi vent’anni si sono spesi soldi pubblici, tempo e competenze per costruire il nuovo piano, è legittimo chiedere perché tutto questo patrimonio venga lasciato in un cassetto mentre si continua a intervenire sul vecchio Piano Regolatore.
La città merita una visione complessiva, non una successione di interventi frammentari. Manfredonia ha bisogno di una pianificazione moderna e strategica, non del continuo rinvio di uno strumento che avrebbe dovuto rappresentare il futuro del territorio.
Le risorse pubbliche meritano rispetto. E il rispetto passa anche dalla capacità di portare a compimento il lavoro che la comunità ha già pagato.

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