Il tema dei conti in rosso della sanità in Puglia e del conseguente piano di rientro è al centro del dibattito regionale, in particolare dopo i dati

Il tema dei conti in rosso della sanità in Puglia e del conseguente piano di rientro è al centro del dibattito regionale, in particolare dopo i dati emersi sui bilanci delle Asl che evidenziano un forte disavanzo complessivo (stimato intorno ai 360-460 milioni di euro).I dettagli principali emersi in merito ai tagli e alla riorganizzazione della rete ospedaliera includono:
I Numeri del Deficit
Il buco finanziario complessivo grava pesantemente sulla regione, con la sola Asl di Bari che registra il passivo più pesante (oltre 210 milioni di euro), seguita dalle Asl di Brindisi e Foggia.
Il Piano di Tagli e Contenimento
Per evitare il commissariamento o l’applicazione automatica del massimo delle aliquote fiscali (come l’aumento dell’addizionale Irpef), la Regione ha dovuto strutturare un piano di rientro e razionalizzazione della spesa da inviare ai ministeri competenti. Le misure principali toccano diversi fronti:
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Nel mirino i posti letto e i reparti: Tra le ipotesi principali c’è una nuova razionalizzazione della rete ospedaliera. Questo si traduce concretamente nel blocco dell’attivazione di nuovi posti letto non strettamente necessari, nell’accorpamento di reparti doppioni o sottoutilizzati e, nei casi più critici, nella riconversione di piccole strutture ospedaliere sul territorio.
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Stretta sul personale e Sanitaservice: È stata imposta un’ampia stretta sulle assunzioni, che d’ora in avanti dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Regione. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite anche le spese legate alle società in-house (Sanitaservice) e i costi legati alle stabilizzazioni e alle internalizzazioni degli anni passati.
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Spesa farmaceutica e acquisti: Monitoraggio rigoroso e tetti di spesa molto più rigidi per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici, comparto in cui la Puglia ha storicamente registrato forti scostamenti rispetto ai tetti nazionali.
L’obiettivo della manovra è far quadrare i conti riducendo gli sprechi legati alla frammentazione dei servizi, anche se il rischio paventato da sindacati e amministratori locali resta l’allungamento delle liste d’attesa e una maggiore pressione sui grandi ospedali centrali.


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