Sessant’anni di tutela dell’ambiente, delle specie animali e del patrimonio naturale italiano. Il WWF Italia celebra il suo sessantesimo anniversa

Sessant’anni di tutela dell’ambiente, delle specie animali e del patrimonio naturale italiano. Il WWF Italia celebra il suo sessantesimo anniversario ricordando un percorso iniziato il 5 luglio 1966, quando un gruppo di ambientalisti guidato da Fulco Pratesi fondò ufficialmente l’associazione in uno studio notarile di Roma. Sei decenni di attività che hanno contribuito a cambiare il rapporto tra gli italiani e la natura, attraverso campagne, aree protette e iniziative di sensibilizzazione.Le celebrazioni hanno ricevuto anche importanti riconoscimenti istituzionali. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto al Quirinale una delegazione del WWF guidata dal presidente Luciano Di Tizio, ricevendo la prima copia del volume WWF, 60 anni per la natura, che ripercorre la storia dell’associazione. Anche Papa Leone XIV ha inviato la sua Benedizione Apostolica, invitando il WWF a proseguire il proprio impegno nella tutela del creato e ricordando la necessità di una “conversione ecologica” capace di trasformare gli stili di vita personali e comunitari.
Le origini e le prime battaglie
Quando il WWF nacque, l’Italia viveva il pieno boom economico. La tutela ambientale occupava però uno spazio marginale e solo una minima parte del territorio nazionale risultava protetta. In questo contesto l’associazione avviò le sue prime battaglie.Nel 1967 arrivò uno dei risultati più significativi con la nascita dell’Oasi del Lago di Burano, ottenuta attraverso l’acquisto dei diritti di caccia dell’area. Da quel primo intervento è nata una rete che oggi conta oltre cento Oasi WWF e più di 30 mila ettari tutelati.Negli stessi anni il WWF iniziò a investire anche nell’educazione ambientale, promuovendo attività a contatto con la natura per le nuove generazioni e affiancando alla conservazione un profondo cambiamento culturale.
Dalla tutela delle specie alla sostenibilità
Tra gli anni Settanta e Ottanta il WWF intensificò il proprio impegno contro l’inquinamento industriale, la speculazione edilizia e la caccia indiscriminata. L’Operazione San Francesco contribuì alla salvaguardia del lupo appenninico, mentre le campagne contro pesticidi e distruzione degli habitat portarono il tema ambientale al centro del dibattito pubblico.Nello stesso periodo l’associazione lanciò la “Sfida del 10%”, chiedendo che almeno il dieci per cento del territorio nazionale venisse protetto. Il WWF contribuì inoltre al percorso che portò all’istituzione del Ministero dell’Ambiente e all’approvazione di importanti norme sulla tutela del territorio e delle aree protette.
Le sfide di oggi tra clima e biodiversità
Negli anni Novanta il WWF rafforzò il proprio ruolo nella costruzione delle politiche ambientali italiane, sostenendo la nascita di nuovi parchi nazionali, la rete Natura 2000 e l’attuazione della legge quadro sulle aree protette.Con gli anni Duemila la crisi climatica è diventata uno dei temi centrali dell’attività dell’associazione. Il WWF ha promosso campagne per la transizione energetica, la riduzione delle emissioni e la tutela della biodiversità, affiancando alle attività di conservazione progetti di educazione ambientale e iniziative rivolte a scuole e comunità.Negli ultimi anni l’organizzazione ha rafforzato la collaborazione con il mondo scientifico e con le istituzioni. Tra le principali iniziative figurano le campagne contro l’inquinamento da plastica, la tutela degli impollinatori, la difesa delle foreste e il sostegno alla Nature Restoration Law. Il WWF ha inoltre contribuito all’inserimento della tutela dell’ambiente nella Costituzione italiana nel 2022, confermando il proprio ruolo tra i principali protagonisti dell’ambientalismo nazionale.Guardando al futuro, il presidente del WWF Italia Luciano Di Tizio ha ricordato che “questi primi sessant’anni non rappresentano un traguardo raggiunto, ma una tappa importante verso le nuove sfide che caratterizzeranno i prossimi decenni”.


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