BIOTESTAMENTO, IN PUGLIA UNA DAT OGNI 210 ABITANTI: LA REGIONE È TRA LE ULTIME IN ITALIA

La Puglia è tra le regioni italiane in cui il ricorso alle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), il cosiddetto biotestamento, è ancora poc

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La Puglia è tra le regioni italiane in cui il ricorso alle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), il cosiddetto biotestamento, è ancora poco diffuso. Con una Dat ogni 210 abitanti, si colloca al 14° posto nella classifica nazionale elaborata dall’Associazione Luca Coscioni.Le Dat permettono a ogni persona maggiorenne di indicare in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare nel caso in cui, in futuro, non fosse più in grado di esprimere la propria volontà.In assenza della relazione annuale prevista da parte del Ministero della Salute, l’Osservatorio Dat dell’Associazione Luca Coscioni ha realizzato un monitoraggio nazionale attraverso un accesso civico generalizzato rivolto ai 7.677 Comuni italiani. L’indagine, aggiornata a dicembre 2025, ha raccolto il numero delle Dat depositate dall’entrata in vigore della legge, offrendo l’unico quadro complessivo attualmente disponibile sul fenomeno. L’associazione sottolinea inoltre che il Ministero non ha mai promosso una campagna informativa dedicata.All’interno della regione emergono differenze significative tra le province. Bari è la provincia pugliese con la maggiore diffusione delle Dat: è al 70° posto della graduatoria nazionale con 5.329 disposizioni depositate, pari a una ogni 194 abitanti. Seguono Taranto, 72ª con 2.299 Dat (una ogni 196 abitanti), e Foggia, 73ª con 2.279 Dat, equivalenti a una ogni 201 abitanti. Più indietro Barletta-Andria-Trani, 78ª con 1.063 Dat (una ogni 215 abitanti), mentre Lecce si colloca all’89° posto con 2.088 disposizioni, una ogni 249 abitanti. Chiude la graduatoria pugliese Brindisi, con 640 Dat depositate, pari a una ogni 280 abitanti.“Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita”, dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale, e Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.IL BIOTESTAMENTO (O TESTAMENTO BIOLOGICO) È IL DOCUMENTO CON CUI UNA PERSONA MAGGIORENNE E CAPACE DI INTENDERE E VOLERE ESPRIME IN ANTICIPO LE PROPRIE VOLONTÀ SUI TRATTAMENTI SANITARI, INCLUSO IL CONSENSO O IL RIFIUTO DI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI, SCELTE TERAPEUTICHE E SINGOLI TRATTAMENTI, PER IL MOMENTO IN CUI NON SARÀ PIÙ IN GRADO DI AUTODETERMINARSI.Come funziona e NormativaIn Italia è regolato dalla Legge 219 del 2017, che definisce queste volontà come DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento).Permette di rifiutare o accettare trattamenti di sostegno vitale, idratazione e nutrizione artificiale.È possibile indicare un fiduciario, ovvero una persona di fiducia che farà le veci del paziente e interagirà con i medici qualora il disponente perda la capacità di intendere e volere.È sempre modificabile, aggiornabile o revocabile in qualsiasi momento.

COME REDIGERLO E DEPOSITARLO

Il biotestamento può essere redatto in diverse modalità:Atto pubblico o scrittura privata autenticata: rivolgendosi a un notaio. Scrittura privata non autenticata: compilando e consegnando personalmente il documento presso l’ufficio di stato civile del proprio Comune di residenza.È inoltre attiva una Banca Dati Nazionale delle DAT istituita presso il Ministero della Salute, che raccoglie e rende accessibili i documenti alle strutture sanitarie in caso di emergenza.Per informazioni dettagliate e per scaricare i moduli standard, è possibile fare riferimento alle guide messe a disposizione dalle autorità sanitarie locali o da organizzazioni dedicate come l’Associazione Luca Coscioni o il Ministero della Salute.

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