Due a Cerignola, così come a San Giovanni Rotondo e a Modugno. E poi Barletta, Scorrano, Canosa, Polignano. Non c'è angolo della Puglia da cui non

Due a Cerignola, così come a San Giovanni Rotondo e a Modugno. E poi Barletta, Scorrano, Canosa, Polignano. Non c’è angolo della Puglia da cui non arrivino, ormai quasi quotidianamente, notizie su rapine a sportelli bancomat con l’utilizzo di esplosivi. Solo nell’ultimo mese, dal 2 giugno al 2 luglio, sono sedici gli episodi registrati, in media uno ogni 48 ore, sette negli ultimi quattro giorni. I più recenti in ordine di tempo quelli di stamattina ad Altamura, in via Regina Margherita, dove è saltato in aria lo sportello di una filiale del Monte dei Paschi di Siena, e a Torre Lapillo, dove nel mirino è finita una sede della BCC di Leverano. In entrambi i casi i rapinatori sono stati messi in fuga. La tecnica utilizzata è sempre la stessa, quella della “marmotta”: Si inserisce una lastra di ferro con dell’esplosivo all’interno del vano di erogazione delle banconote e poi si fa saltare per aria. E questo fa riflettere anche sulla spregiudicatezza delle bande, sicuramente più di una, responsabili delle rapine, incuranti del fatto che le esplosioni attirano l’attenzione. E in più di un’occasione le filiali prese di mira erano non troppo distanti dai presidi delle forze dell’ordine, in particolare Carabinieri e Polizia. Che lavorano ogni giorno per individuare i responsabili, come nel caso dei sette arresti effettuati a Ordona e Orta Nova il 5 giugno scorso. Ma la sensazione è che il fenomeno necessiti di interventi più ampi e coordinati, vista la frequenza con cui le rapine si stanno ripetendo.


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