Eolico Offshore nel Golfo: il MASE mette il sigillo definitivo al “No”

Cala definitivamente il sipario su una delle vicende burocratiche più longeve e dibattute del territorio. Con il decreto MASE-VA-DEC-2026-0000228, s

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UN PARCO EOLICO AL LARGO DEL GOLFO DI MANFREDONIA. VIA LIBERA DEL MINISTERO  DELL'AMBIENTE NEL SILENZIO PIÙ GENERALE DELLA COMUNITÀ, SOLO I PESCATORI  MANIFESTANO PREOCCUPAZIONE – Rete Gargano

Cala definitivamente il sipario su una delle vicende burocratiche più longeve e dibattute del territorio. Con il decreto MASE-VA-DEC-2026-0000228, siglato il 21 aprile 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ufficializzato il giudizio negativo di compatibilità ambientale per il parco eolico offshore proposto da Trevi Energy S.p.A. nel Golfo di Manfredonia.

Dalle 100 torri al tramonto del progetto

L’iter, iniziato ben 18 anni fa, ha subito nel tempo profonde metamorfosi nel tentativo di superare le resistenze istituzionali:

  • 2008: Il progetto originario prevedeva 100 aerogeneratori per una potenza di 300 MW.

  • 2011: Una revisione al ribasso riduceva l’impianto a 65 turbine (195 MW).

Nonostante i tentativi di mediazione tecnica, il fronte del “No” si è consolidato attorno a un asse istituzionale invalicabile. La Regione Puglia e il Ministero della Cultura (MiC) hanno eretto un muro contro l’opera, giudicandola incompatibile con il profilo paesaggistico e l’identità del tratto di mare tra Manfredonia, Zapponeta e Margherita di Savoia.

L’eredità di Palazzo Chigi

Sebbene la Commissione tecnica VIA-VAS avesse inizialmente aperto a pareri favorevoli (seppur vincolati a rigide prescrizioni), il destino del progetto era già segnato dal 14 febbraio 2014. In quella data, il Consiglio dei Ministri scelse di sposare integralmente le tesi dei Beni Culturali, sancendo l’insussistenza delle condizioni per procedere.

“Il decreto odierno non è che l’atto finale di un percorso tracciato dodici anni fa: un recepimento formale necessario per chiudere una pratica rimasta sospesa in un limbo amministrativo per quasi due decenni.”

La parola fine

Il provvedimento del MASE respinge non solo la centrale, ma anche tutte le opere di collegamento alla rete elettrica nazionale, notificando la decisione alla società proponente e agli enti locali coinvolti.

Si chiude così un capitolo storico per l’Adriatico meridionale: una partita durata diciotto anni che ha visto scontrarsi la spinta verso la transizione energetica e la ferma volontà di tutela del paesaggio costiero.

Delibera_della_Presidenza_del_Consiglio_dei_ministri_del_14_febbraio_2014

MASE_VA_DEC_2026-0000228

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