Forti ripercussioni dell'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran già ieri mattina, 2 marzo, nella prima seduta di mercati aperti. A partire dal

Forti ripercussioni dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran già ieri mattina, 2 marzo, nella prima seduta di mercati aperti. A partire dal prezzo del gas, schizzato al rialzo di quasi il 40%. Importanti aumenti anche per il petrolio mentre le Borse europee sono scivolate, in alcuni casi anche pesantemente, con un totale di oltre 300 miliardi “bruciati”.
Carburanti in rialzo, diesel ai massimi da un anno
Un deciso rialzo dei prezzi dei carburanti, con nuovi aumenti sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Il gasolio ieri è arrivato al livello più alto dal 28 febbraio del 2025, un anno fa. E’ quanto è emerso dalla rilevazione di Staffetta Quotidiana che ha precisato che si tratterebbe “Solo l’inizio”: gli aumenti non tengono infatti conto del balzo delle quotazioni petrolifere di due giorni fa, dopo l’attacco all’Iran, quindi con effetti sui prezzi alla pompa, che potrebbero – secondo Staffetta – essere percepibili da oggi, 3 marzo.In particolare, il diesel self service è – quotazione di ieri – di 1,728 euro/litro (+8 millesimi) e il diesel servito a 1,865 euro/litro (+7).

Il metano, boom prezzo ad Amsterdam
Ma i venti di guerra nel Golfo hanno infiammato soprattutto il metano, che ieri aveva chiuso ad Amsterdam con un boom del 39% a 44,5 euro al Megawattora e un massimo di giornata a 49 euro, sui livelli più elevati dall’ottobre 2022. I rialzi legati all’attacco su Teheran sono stati ulteriormente rafforzati dall’annuncio di QatarEnergy sull’interruzione della produzione di gas naturale liquefatto dopo la ritorsione sul suo impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo.

Fronte petrolio, a New York si è mosso su rialzi medi del 5% raggiungendo la quota dei 70 dollari al barile, con massimi in avvio di seduta a 75 dollari. Il Brent europeo ha invece raggiunto anche gli 80 dollari al barile.
Quadro che diventa preoccupante per i consumatori.


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