L’Atalanta U23 si impone ‘Zac’: il Foggia è ultimo

Un San Valentino da ultimo in classifica. Non il massimo per i tifosi del Foggia, costretti ad assistere all'ennesima sconfitta in campionato dei

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Foggia-Atalanta U23 0-1. Il Foggia continua a perdere. Per i satanelli  ultimo posto in classifica e silenzio stampa | FoggiaGol.it | Sito web sul  Foggia Calcio

Un San Valentino da ultimo in classifica. Non il massimo per i tifosi del Foggia, costretti ad assistere all’ennesima sconfitta in campionato dei rossoneri. Complice l’impronosticabile pareggio del Siracusa con il Catania, la squadra di Cangelosi non ha più nessuna squadra alle spalle. Solo l’angoscia e la paura di retrocedere, che acquisisce sembianze sempre più definite. Più della sconfitta in sé, comunque preoccupante, lascia interdetti ancora una volta la prestazione della squadra, poco pericolosa e incapace di reagire in maniera veemente al primo evento avverso della gara, l’eurogol con il quale Panada ha rotto la parità al 13′ della ripresa e, di fatto, deciso l’incontro. Non è bastato il cambio di modulo per dare una sterzata, ammesso che il vero problema della squadra fosse quello della disposizione in campo.

PRIMO TEMPO – Curve semivuote, come preannunciato. Così i gruppi organizzati mostrano la propria contrarietà alle squadre B, principio che viene prima anche della necessità di supportare una squadra in evidente difficoltà. Problemi che mister Cangelosi prova a contrastare con alcune variazioni. A cominciare dal modulo: leggendo le distinte, si può pensare che Staver venga riproposto nel ruolo di terzino destro, come contro il Picerno. E invece, l’ex Pescara va a fare il terzo di difesa a destra, con Brosco centrale e Rizzo sul fronte opposto. Nocerino, alla prima da titolare, va a fare il quinto a destra, con Giron a sinistra, mentre in mezzo riecco il terzetto titolare di inizio stagione Garofalo-Petermann-Castorri. Davanti, Cangiano va a supportare Tommasini. Così i rossoneri si presentano al cospetto di una Atalanta U23 che conferma il collaudato 3-4-2-1 dove la punta Misitano viene supportato da Manzoni e Vavassori. L’assenza degli ultras si fa sentire, i decibel sono più o meno bassi come nella prima parte di stagione quando allo stadio i tifosi si potevano contare. La partita offre pochi contenuti significativi. Al duplice fischio entrambi gli estremi difensori rientrano negli spogliatoi con zero conclusioni subite. Il che la dice tutta sulla qualità della contesa. L’Atalanta ha un impianto di gioco ben definito, che ricalca un po’ lo stile della prima squadra impresso dal decennio gasperiniano. Tuttavia, la formazione di Bocchetti non sempre tiene bene le distanze, difetto che il Foggia potrebbe e dovrebbe sfruttare. Ma è qui che i nodi vengono al pettine: nel ruolo di seconda punta Cangiano dimostra di non essere proprio a suo agio, preso in mezzo tra la tendenza a cercare le antiche certezze avvicinandosi alla linea laterale e la necessità di affiancare il sempre più isolato Tommasini. Il lavoro delle mezzali funziona a singhiozzo: Castorri si propone tanto quanto sono gli errori, Garofalo appare in ripresa, ma anche lui spesso sbaglia la scelta finale. Dall’altra parte, l’Atalanta trova una potenziale occasione al 35’ con Levak, chiuso sul più bello da Rizzo. Se non altro, il terzetto difensivo rossonero riesce a disimpegnarsi senza correre grossi rischi.

SECONDO TEMPO – La prima mossa la fa Bocchetti, che lascia negli spogliatoi l’ammonito Berto, lanciando Navarro. Cambio strategico per scongiurare ogni tipo di pericolo. Il Foggia, invece, è sempre lo stesso, negli interpreti, nella improduttività, nella pochezza temperamentale. Soprattutto dopo il gol che arriva al 13’ della ripresa, firmato da Panada (gran legnata sotto l’incrocio alla destra di Perucchini) che spezza l’equilibrio. Eccolo l’evento avverso, che giunge più o meno allo stesso minuto in cui il Picerno ha completato la rimonta quattro giorni fa. E pensare che un paio di minuti prima si è consumata la più ghiotta chance per i rossoneri, quando Tommasini è arrivato con un pizzico di ritardo su un pregevole invito da sinistra di Giron. Ma non è una esimente per quello che (non) succede dopo. Cangelosi richiama Nocerino e Petermann, schierando Valietti e Menegazzo. L’ex Bologna si fa apprezzare per un paio di strappi – interrotti da altrettanti falli – e qualche tocco di qualità. L’esterno, seppur a ritmi bassi, per lo meno è più a suo agio nel ruolo di quinto. Ma servirebbe molto di più, per esempio una punta brava ad attaccare la profondità quando Tommasini viene incontro a lavorare di sponda. Buon per la squadra di Bocchetti, che corre pochi rischi e va anzi vicina due volte al raddoppio nei minuti finali, negato solo da una prodezza di Perucchini e dalla superficialità degli attaccanti nerazzurri. Ai rossoneri va tutto male, anche la chiamata all’Fvs in pieno recupero per un sospetto fallo di mano in area atalantina. Troppo poco, però, per avanzare recriminazioni.

Foggia-Atalanta U23 0-1: il tabellino

FOGGIA (4-3-3) Perucchini; Staver (38’st Dimarco), Brosco (24’st Minelli), Rizzo, Nocerino (18’st Valietti), Garofalo, Petermann (18’st Menegazzo), Castorri (38’st Bevilacqua), Giron; Tommasini, Cangiano. A disposizione: Magro, Borbei, Oliva, Romeo, Pazienza. Allenatore: Cangelosi

ATALANTA U23 (3-4-2-1) Vismara; Plaia (34’st Comi), Obric, Berto (1’st Navarro); Bergonzi, Levak (23’st Punga), Panada, Ghislandi; Manzoni (24’st Cortinovis), Vavassori; Misitano (30’st Zanaboni). A disposizione: Pardel, Zanchi, Simonetto, Cassa, Cisse, Guerini, Riccio, Steffanoni, Idele, Mencaraglia. Allenatore: Bocchetti

Arbitro: Gavini di Aprilia

Assistenti: Cecchi di Roma 1 – Cozzuto di Formia

Quarto ufficiale: Acquafredda di Molfetta

Operatore Fvs: Fracchiolla di Molfeta

Marcatori: 13’st Panada (A)

Ammoniti: Berto (A), Petermann (F), Plaia (A), Misitano (A), Minelli (F), Cortinovis (A)

 

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