MANFREDONIA,CONSIGLIO COMUNALE DI FINE ANNO ALL’INSEGNA DELLE DONNE

Una assemblea consiliare così pacata e costruttiva non la si vedeva da tempo. Effetto del clima natalizio, di alcune assenze per ragioni di salute

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Una assemblea consiliare così pacata e costruttiva non la si vedeva da tempo. Effetto del clima natalizio, di alcune assenze per ragioni di salute ma anche per polemica (come quella del gruppo di Forza Italia ritirato sull’Aventino per strascichi polemici nel precedente consiglio), e dell’ordine del giorno, otto argomenti di interesse generale con in evidenza le donne per l’istituzione della Consulta delle donne di Manfredonia, il nuovo regolamento del Centro sociale “Rita Levi Montalcini”, ma anche il regolamento per il riconoscimento e attribuzione della cittadinanza onoraria di Manfredonia, e dell’assegnazione del “Laurentino d’oro”, l’onorificenza del Comune di Manfredonia istituita per riconoscere i cittadini benemeriti che hanno illustrato la città in vari campi della scienza, della ricerca, della cultura.
Ad oggi sono tre i manfredoniani che hanno ricevuto quel prestigioso riconoscimento: nel 2011 il poeta Cristanziano Serricchio, nel 2015 l’artigiano-poeta dialettale Franco Pinto, nel 2018 l’ammiraglio Matteo Bisceglia. «Il nuovo regolamento ha reso più razionale e oggettivamente motivato l’assegnazione del Laurentino d’oro» ha spiegato al promotrice assessora alla cultura Maria Teresa Valente.
Le donne facenti parte del consiglio comunale e della giunta esecutiva (la maggior rappresentanza mai approdata a Palazzo San Domenico) in evidenza per la istituzione della Consulta delle donne del Comune di Manfredonia «come strumento partecipativo, consultivo e propositivo» ha esposto la consigliera di maggioranza Paola Leone. «Essa nasce – ha quindi spiegato – per valorizzare il ruolo delle donne nella vita cittadina, rafforzare il senso di comunità e contribuire alla costruzione di una società inclusiva e consapevole. La Consulta non si sovrappone pertanto agli organismi istituzionali competenti in materia di pari opportunità, ma si pone come spazio di confronto, proposta e ascolto». Un progetto vivacemente sostenuto da Michelina Quitadamo, Antonietta D’Anzeris, Maria D’ambrosio ma anche da Antono Tasso, Giuseppe Marasco, Vincenzo Di Staso.
Le finalità sono quelle di valorizzare le competenze, i talenti e il contributo alla vita sociale, culturale, economica e politica del territorio, favorire il dialogo tra le donne e l’Amministrazione comunale, promuovere iniziative, percorsi formativi e culturali che diano voce e visibilità al mondo femminile. Insomma, una presenza operativa, incisiva con tanto di targa, è stata la richiesta, sulla porta di un ufficio in Comune.
Il consigliere Alfredo De Luca ha tenuto ad evidenziare come la partecipazione «non sarà limitata alla definizione biologica di donna, ovvero individuo umano adulto di sesso femminile, biologicamente distinto dal maschio, che ha raggiunto la maturità sessuale. La formulazione che si intende include l’identità di genere in quanto la biologia non deve essere più un destino, non è binaria né dicotomica. Quindi quello che si è nel corpo non determina inequivocabilmente quello che si può essere e si può fare. I diritti sono in addizione e non in sostituzione e se la categoria “donna” diventa uno spazio più ampio, che prescinde dal determinismo del corpo, questo non toglie diritto ad altri corpi.
Pertanto sarà una consulta in cui la donna è soggetto identitario plurale, che autodetermina se stesso, inscritto nel corpo, ma non determinato dal corpo».
Sulla stessa lunghezza d’onda il nuovo regolamento del Centro sociale anziani “Rita Levi Montalcini”, «per adeguarlo alle nuove esigenze organizzative» ha spiegato l’assessora Valente. Il “Centro Montalcini” è un riferimento stabilizzato nel cotesto dei servizi sociali che ospita anziani over 60. «Un luogo speciale, diventato casa, rifugio, occasione d’incontro e crescita per tante persone» annota l’assessora al welfare Valente.
I avori consiliari protrattisi dal mattino fino al pomeriggio inoltrato, si sono svolti «in un clima di costruttiva partecipazione e collaborazione che ha supportato la pacata disamina delle varie problematiche proposte a beneficio della migliore definizione degli argomenti all’ordine del giorno» ha commentato il sindaco Domenico La Marca che presieduto l’assemblea sebbene febbricitante.
Tra questi l’adozione della variante allo strumento urbanistico e apposizione del vincolo predisposto all’esproprio (relatore assessore Gianni Mansueto), della delocalizzazione dell’impianto di sollevamento idrico dell’Acquedotto pugliese, uno dei più importanti d’Europa che “spinge” l’acqua a 900 metri sul Gargano per assicurare l’acqua a Monte Sant’Angelo e Vieste; la revisione periodica delle partecipazioni societarie del Comune (vice sindaca Cecilia Simone); la ricognizione periodica della gestione dei servizi pubblici (assessora Sara Delle Rose).
Michele Apollonio

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