Antonio Decaro nuovo presidente della Regione Puglia, storia di una vittoria annunciata

Era il candidato inevitabile, quello atteso, quello che il centrosinistra pugliese ha inseguito per mesi mentre lui, con calma chirurgica, decidev

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Antonio Decaro

Era il candidato inevitabile, quello atteso, quello che il centrosinistra pugliese ha inseguito per mesi mentre lui, con calma chirurgica, decideva se sciogliere o meno la riserva. “Se c’è Antonio è una vittoria certa”, ripetevano in molti. Lo diceva anche Michele Emiliano, lo stesso che lo aveva scelto come delfino a Bari e che avrebbe voluto riproporre il modello anche per la Regione. Ma Antonio Decaro, come spesso accade nella sua carriera, ha preferito farcela da solo.A 55 anni è il nuovo presidente della Regione Puglia, e le prime sezioni scrutinate confermano la sensazione che ha attraversato tutta la campagna elettorale: un dominio assoluto. Decaro oscilla tra il 65 e il 70%, un margine così ampio da rendere la sfida sostanzialmente chiusa sin dalle prime ore dello spoglio. Il suo avversario di centrodestra, Luigi Lobuono, resta tra il 30 e il 33%, mentre ad Ada Donno e Sabino Mangano arrivano percentuali residue.Un trionfo che si inserisce nel ventennio rosso pugliese
Il successo di Decaro non è solo personale: dà continuità a un ciclo politico cominciato inaspettatamente con Nichi Vendola nel 2005 e proseguito, con stile diverso, con Emiliano. Una “primavera pugliese” che, paradossalmente, trova conferma in un giorno dal cielo grigio e con un dato che pesa come un macigno: l’affluenza, ferma poco al 41,83%. Appena 4 elettori su 10 si sono recati alle urne, uno scenario che macchia la festa e apre interrogativi profondi sul rapporto tra cittadini e politica.Da ingegnere Anas al governo della Regione: vent’anni di ascesa
La storia politica di Decaro inizia molto prima del giorno della vittoria. Figlio di un amministratore socialista, studente brillante del Politecnico di Bari, entra in politica con l’arrivo di Emiliano a Palazzo di Città. Fu proprio il nuovo sindaco a volerlo con sé come assessore ai Trasporti. Una scelta che allora fece discutere: chiudeva strade, pedonalizzava, ridisegnava la città. Decisioni impopolari per molti, ma che oggi rappresentano le basi della Bari turistica contemporanea.La sua popolarità cresce, insieme alla capacità di tenere insieme carattere mite e determinazione amministrativa. Nel 2010 è consigliere regionale e capogruppo Pd. Nel 2013 approda in Parlamento, in piena fase renziana. Ma è il 2014 il punto di svolta: diventa sindaco di Bari, ruolo che ricoprirà per dieci anni, trasformandosi in figura popolarissima, soprattutto grazie ai social e ai celebri video del lockdown.Anci, Europa e poi il richiamo della Puglia
Nel 2016 viene eletto presidente dell’ANCI e diventa un punto di riferimento nazionale per i sindaci, soprattutto durante la pandemia.
Alle europee del 2024 realizza un risultato eccezionale: oltre mezzo milione di voti, uno dei più alti in Italia, e diventa presidente della Commissione Ambiente del Parlamento europeo.Ma il legame con la sua terra resta più forte di ogni altro richiamo istituzionale. Così, dopo un solo anno a Bruxelles, torna nella sua regione per la sfida che molti giudicavano già scritta .Oggi, in un pomeriggio ventoso di novembre, quel percorso cominciato vent’anni fa si chiude con una certezza: Antonio Decaro è il nuovo governatore della Puglia, e lo è con un’investitura plebiscitaria.

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