L’Ecomuseo del Golfo di Manfredonia

Il progetto è ambizioso ma fattibile. E’ già stato avviato. Mira a valorizzare il patrimonio naturale, storico e culturale del vasto territorio ch

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Il progetto è ambizioso ma fattibile. E’ già stato avviato. Mira a valorizzare il patrimonio naturale, storico e culturale del vasto territorio che si apre intorno al golfo di Manfredonia interessato sin dalla preistoria a forme di presenza umana. In una parola, si vuole organizzare e rendere fruibile un “Ecomuseo”. Che non è, come nella concezione generalmente intesa, una sede chiusa, bensì l’Ecomuseo è il territorio stesso, con il suo paesaggio, l’archeologia, zona umida e memoria comunitaria, le dotazioni storiche e culturali.
«Non un museo tradizionale, bensì una istituzione culturale dinamica che si fonda sulla partecipazione attiva della comunità locale. Il suo obiettivo è quello di salvaguardare, valorizzare e narrare il patrimonio materiale e immateriale di un territorio. Non è circoscritto a un edificio, ma si estende all’intero paesaggio, alle sue tradizioni, ai saperi, alle memorie e alle persone che lo abitano. La sua missione è chiara: promuovere lo sviluppo sostenibile, rafforzare l’identità locale e accrescere la consapevolezza del valore intrinseco dell’ambiente e della storia, rendendo i cittadini i veri protagonisti della sua gestione e narrazione» spiegano i referenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia nel presentare il progetto M.AR.E.A. acronimo di “Mediterraneo, Archeologia, Etnografia, Ambiente” elaborato e condotto col contributo operativo del Centro Studi Naturalistici, gestore dell’Oasi “Laguna del re”.
Una iniziativa accolta con entusiasmo da associazioni, enti e istituzioni, oltre che da appassionati cultori delle varie espressioni culturali e dell’identità del territorio, che hanno partecipato con interesse ai primi tre incontri organizzativi del progetto M.AR.E.A., l’ultimo dei quali tenuto nella Sala della vetrata del Municipio di Manfredonia. Si è sviluppato un dialogo costruttivo e appassionato al quale hanno altresì attivamente partecipato esponenti chiave del governo della Regione Puglia.
Il percorso verso la definizione dell’Ecomuseo del Golfo di Manfredonia è ancora in evoluzione. Il prossimo passo fondamentale sarà la realizzazione di una “mappa di comunità”, uno strumento partecipativo che andrà a rappresentare il patrimonio materiale e immateriale del territorio attraverso la percezione diretta degli abitanti. Non una semplice cartina geografica, ma una narrazione collettiva che racchiuderà storie, memorie, tradizioni, saperi e relazioni che definiscono l’identità del luogo, evidenziando altresì le aspirazioni della comunità per il proprio futuro. Un archivio dinamico e condivisibile, essenziale per rafforzare il senso di appartenenza e per gettare le basi di futuri progetti di sviluppo locale.
«Una opportunità unica – evidenziano Roberto Goffredo e Maria Turchiano, docenti di archeologia dell’Università di Foggia – per costruire un progetto condiviso dal basso mettendo in rete i vari e diversi attori del territorio». Il progetto M.AR.E.A. è finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il percorso verso l’Ecomuseo del Golfo di Manfredonia è in evoluzione. «Il prossimo passo fondamentale – rileva Vincenzo Rizzi, della Federazione nazionale Pro Natura – sarà la realizzazione di una “mappa di comunità”, uno strumento partecipativo che andrà a rappresentare il patrimonio materiale e immateriale del territorio attraverso la percezione diretta degli abitanti. Non una semplice cartina geografica, ma una narrazione collettiva che racchiuderà storie, memorie, tradizioni, saperi e relazioni che definiscono l’identità del luogo, evidenziando altresì le aspirazioni della comunità per il proprio futuro. Un archivio dinamico e condivisibile, essenziale per rafforzare il senso di appartenenza e per gettare le basi di futuri progetti di sviluppo locale».
Michele Apollonio

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