Crolla il prezzo del grano, l’allarme di Cia Puglia: “Un agguato che uccide la cerealicoltura”

Il prezzo del grano duro in Puglia è precipitato sotto la soglia dei 30 euro al quintale, con quotazioni shock registrate dalle Borse Merci di Bari

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Il prezzo del grano duro in Puglia è precipitato sotto la soglia dei 30 euro al quintale, con quotazioni shock registrate dalle Borse Merci di Bari e Foggia. Un tracollo che mette in ginocchio i cerealicoltori pugliesi e italiani, costretti a produrre in perdita.A lanciare l’allarme è Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani: “Molini e pastifici pensano di trarre vantaggio dalle importazioni selvagge, ma così spingeranno gli agricoltori a smettere di seminare. Senza la cerealicoltura italiana, sarà la morte della filiera grano-pasta. Ue e Governo devono agire subito per difendere un settore che rappresenta storia, identità ed economia del nostro Paese, soprattutto in Puglia, leader nazionale di produzione”.Sullo stesso tono le parole di Angelo Miano, presidente provinciale di CIA Capitanata: “Ai produttori non viene riconosciuto un prezzo che copra i costi, ormai arrivati a 1200-1300 euro per ettaro. Il paradosso è che, mentre il grano crolla, pane e pasta continuano a costare di più ai consumatori, con profitti record per mulini e pastifici. Occorre valutare misure shock, come l’imposizione di dazi sul frumento importato dai Paesi extraeuropei, dove si utilizzano ancora prodotti chimici vietati in Europa”.Il tema della tracciabilità resta centrale. Con “Granaio Italia” avviato in via sperimentale, CIA sottolinea che servono strumenti più incisivi per garantire qualità e sicurezza alimentare. “Il nostro grano – aggiunge Sicolo – è naturale, sano, nutraceutico. L’Europa e l’Italia devono smettere di penalizzarlo, mentre continuano a crescere le importazioni da Paesi con standard molto più bassi”

La Confederazione ricorda che la battaglia per il grano duro italiano va avanti da anni: quasi 100mila firme raccolte, 45 Comuni pugliesi mobilitati, manifestazioni a Bari, Foggia e Roma. “Siamo a un punto di non ritorno – avverte Sicolo –. Se non si sostiene il settore, la cerealicoltura nazionale scomparirà. Diremo addio alla sovranità alimentare e al made in Italy nella filiera grano-pane-pasta”.

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