Dura requisitoria del Vescovo Moscone

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IL MESSAGGIO è per la Festa della Madonna di Siponto (è prevista, come da tradizione, per la fine di agosto), ma in effetti è una severa dura requisitoria nei confronti di quanti si accaniscono contro «il popolo e il territorio a Lei consacrato».
PADRE Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo, prende spunto per la Festa grande per antonomasia che Manfredonia dedica alla sua Santa Patrona, Maria SS di Siponto, per tornare su argomenti già trattati in varie occasioni, con rinnovato piglio di denuncia. Ancora una volta padre Franco, dall’alto del suo ministero, si erge a difesa del creato e del popolo di Dio, e contro coloro che con ogni mezzo e ad ogni occasione, cercano la distruzione fisica e morale dell’ordine costituito.
«NON SONO gli incendi e le incancrenite ingiustizie che devastano e segnano di vergogna il nostro magnifico territorio e la bella storia del Gargano ad avere la meglio, ma la forza generante e trasfigurante dei valori del Vangelo e civili seminati nella nostra bimillenaria Tradizione» afferma nella lettera indirizzata ai «Cari fratelli e sorelle che pregate la Regina di Siponto, amici e concittadini che amate la città Manfredonia, turisti innamorati delle bellezza del Gargano».
IL QUADRO che espone della realtà contingente, è apocalittico ma attinto dalla realtà vissuta. «I piromani e i versatori di veleni mortiferi e inquinanti, assassini dell’ambiente ed avvelenatori della gente; i caporali, torturatori di persone costrette a lavori frustranti e perniciosi di una economia malata; la malavita organizzata, che tenta sempre di impadronirsi mafiosamente del territorio, che non è suo, ma di Dio ed affidato al popolo che ci vive; i venditori di morte, attraverso i traffici di droga ed armi».
MA ANCORA una volta l’arcivescovo Moscone, confermando la sua filiale affezione alla terra che lo ospita da sette anni, si dichiara fiducioso in una inversione di tendenza, nella reazione della gente per bene. «Tutte queste categorie – afferma con vigore – hanno le ore contate e puzzano di sconfitta: ne sono certo e dobbiamo esserne tutti certi. Non abbiamo paura, il male non ha mai vinto, è il bene che fa camminare e costruisce il presente e apre al futuro».
IL PRESULE sipontino, 127esimo della millenaria storia della Chiesa di Siponto-Manfredonia, si richiama alla «Madre di Speranza che da secoli veglia sulla nostra città, popolo e territorio» per invocare la «Trasfigurazione della storia e della geografia consegnate alla nostra responsabilità. Che la festa patronale della Regina di Siponto – richiama – rinnovi la nostra vocazione di custodi ed amministratori generosi e saggi della nostra Città e suo Territorio contemplando la bellezza di natura e grazia che ci è stata consegnata in eredità per ridonarla arricchita a chi ci seguirà».
L’ARCIVESCOVO Moscone con questo messaggio crudo e realistico di una situazione preoccupante, oscura ma aperta alla speranza, ha di fatto aperto la particolare liturgia che la Chiesa locale dedica a Maria Santissima di Siponto per l’annuale Festa patronale che culminerà con il solenne pontificale del 30 agosto e con la spettacolare processione del Quadro della Madonna il 31 agosto.
Michele Apollonio

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