IL FOGLIO CONTRO IL VESCOVO “DESCAMISADO” MOSCONE: “LE CAMPANE SUONANO SOLO PER GAZA, E I CRISTIANI PERSEGUITATI?”

Nel mirino del quotidiano il presule di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo: “Non rimarremo in silenzio”, ma l’editoriale chiede coerenza e

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Nel mirino del quotidiano il presule di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo: “Non rimarremo in silenzio”, ma l’editoriale chiede coerenza e ricorda i 365 milioni di cristiani perseguitati nel mondo.

“Non c’è solo Gaza”. Con questo titolo, Il Foglio interviene nel dibattito nato dall’iniziativa “Gaza muore di fame: disertiamo il silenzio”, che domenica sera ha visto decine di parrocchie italiane aderire alla mobilitazione lanciata da intellettuali e attivisti, facendo risuonare le campane in segno di denuncia e solidarietà. Una scelta che ha diviso l’opinione pubblica e che ha visto coinvolti anche diversi esponenti della Chiesa.

Tra i firmatari dell’adesione, Il Foglio cita il vescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo Franco Moscone. Si legge: “‘Non rimarremo in silenzio, mentre la gente di Gaza viene sterminata’, ha tuonato da Manfredonia il vescovo descamisado Franco Moscone, uno che più che al numero delle vocazioni sacerdotali nella sua diocesi pensa alle marce di protesta”.

Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, pur riportando il gesto del presule del Gargano, esprime un rilievo critico: le campane, sostiene l’editoriale, sembrano suonare solo per alcune cause. Eppure, nel mondo, 365 milioni di cristiani subiscono persecuzioni, con episodi atroci come quello avvenuto in Congo pochi giorni fa, dove più di 40 cattolici sono stati massacrati in chiesa. Il Papa li ha definiti “martiri”, ma la notizia – osserva Il Foglio – è passata sotto silenzio o reclusa tra le notarelle di Esteri.

Il giornale non contesta la denuncia dei massacri a Gaza, né l’intenzione umanitaria dell’appello, ma chiede coerenza e universalità nell’indignazione, sottolineando che “sarebbe bello se l’indignazione dei vescovi si facesse sentire anche quando la questione diventa meno mediatica”.

La posizione del vescovo Franco Moscone si inserisce in un contesto più ampio di fermento ecclesiale. Nella stessa pagina, Il Foglio riporta anche la posizione più cauta del vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, che nel sostenere l’iniziativa ricorda tuttavia le responsabilità storiche del conflitto israelo-palestinese, compreso l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Moscone, al contrario, ha scelto una posizione netta e senza esitazioni, richiamando la necessità morale di rompere il silenzio.

Il giornale, tuttavia, rilancia la provocazione: se la Chiesa vuole davvero essere voce degli ultimi, non può limitarsi alle tragedie più visibili. Anche i cristiani massacrati in Nigeria, Congo, India o Pakistan, meritano una campana, un telegramma, un titolo di giornale.

La voce del vescovo Moscone, che da tempo coniuga spiritualità e impegno sociale, si è unita a un coro di coscienze che chiede giustizia per i civili di Gaza. Ma l’articolo de Il Foglio invita tutti – clero compreso – a non cadere nella selettività dell’indignazione. In un mondo attraversato da dolori simultanei, la vera sfida etica è non dimenticare nessuno. Neanche chi, oggi, muore lontano dai riflettori.

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