Si consuma lo strappo definitivo tra l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) e il Comune di Manfredonia. Con una comunicazione formale inviata

Si consuma lo strappo definitivo tra l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) e il Comune di Manfredonia. Con una comunicazione formale inviata questa mattina dalla presidente nazionale Carla Rocchi al sindaco, all’assessora competente, alla Asl, al Prefetto di Foggia e all’assessore regionale alla Sanità e al Benessere Animale, l’Enpa ha chiesto che tutti i cani di competenza comunale vengano trasferiti altrove entro il 28 luglio 2025. In caso contrario, a partire dal giorno successivo, l’associazione non garantirà più la cura degli animali, dato che tutti i dipendenti saranno in ferie per recuperare riposi arretrati. I volontari, avverte l’Enpa, non potranno sostituirli.
Un anno e mezzo di silenzi e un contratto scaduto
La rottura è l’epilogo di una lunga fase di tensione, durata oltre un anno. Secondo quanto riferisce l’associazione, l’amministrazione comunale non avrebbe mai risposto a nessuna delle comunicazioni formali inviate da gennaio 2024, compresa la diffida inviata dallo studio legale dell’Enpa lo scorso marzo, che segnalava l’impossibilità di garantire il servizio alle condizioni economiche previste dalla vecchia convenzione del 2019.Quella convenzione, vinta da Enpa tramite regolare bando, aveva una durata triennale, prorogabile solo per il tempo necessario alla pubblicazione di una nuova gara. Tuttavia, la proroga triennale è scaduta a gennaio 2025 e da allora non è stato indetto alcun nuovo bando. L’unico atto prodotto dall’Amministrazione è una determinazione dirigenziale datata 27 gennaio 2025, che proroga fino al 28 luglio solo il servizio di canile sanitario, escludendo quello di rifugio. Una determina mai notificata all’Enpa, che ne è venuta a conoscenza solo per caso.Servizio garantito con risorse proprie
Nonostante la mancanza di contratto, l’Enpa ha continuato a gestire il rifugio con risorse proprie, assicurando il benessere degli animali e contribuendo attivamente al contenimento del randagismo. “Non si tratta di una questione di corrispettivi – chiarisce l’associazione – ma di dignità istituzionale e responsabilità pubblica”. I fondi stanziati dal Comune, già bassi nel 2019 (1,92 euro + Iva al giorno per cane), sono rimasti invariati nonostante l’aumento dei costi causato da inflazione e rincari energetici. Inoltre, la convenzione prevedeva per i cani in esubero un contributo irrisorio di 0,89 euro al giorno, cifra considerata offensiva dalla Protezione Animali.
L’Enpa ricorda che la Regione Puglia, con un regolamento del 19 dicembre 2023, ha fissato in 5,10 euro al giorno il costo per il mantenimento di un cane, cifra ben distante da quella corrisposta dal Comune.“Ci dispiace, ma non possiamo più sostituirci alla pubblica amministrazione”
“Un esito triste, ma inevitabile” si legge nella nota ufficiale dell’associazione. Dopo mesi di richieste rimaste senza risposta, Enpa rinuncia a partecipare a un eventuale nuovo bando, anche se venisse pubblicato oggi. “Il silenzio omissivo dell’amministrazione ci costringe a interrompere il servizio, non possiamo più farci carico di un compito che la legge assegna agli enti locali”.
Nel frattempo, l’attività del rifugio è andata avanti con grande impegno: solo pochi giorni fa, i volontari hanno recuperato due intere cucciolate, con le madri, per un totale di 14 cani. L’Enpa ha inoltre collaborato all’organizzazione di un corso per il patentino per la gestione dei cani, confermando la volontà di contribuire attivamente alla causa animalista.
Ma adesso è arrivato il punto di non ritorno. Dal 30 luglio, se il Comune non interverrà, gli animali resteranno senza cura per responsabilità dell’amministrazione, che per l’associazione ha abbandonato ogni dovere istituzionale e morale.


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