LA MOVIDA SECONDO IL SINDACO LA MARCA

LA MOVIDA, croce e diletto. Quel particolare clima di vitalità sociale partito da Madrid e diffusosi anche in Italia dagli Anni 90, è entrato orma

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LA MOVIDA, croce e diletto. Quel particolare clima di vitalità sociale partito da Madrid e diffusosi anche in Italia dagli Anni 90, è entrato ormai nel costume del divertimento “movimentato” in specie dei giovani. Si svolge prevalentemente di notte. Quando i nottambuli (non solo giovanili) si ritrovano nelle piazze e nelle strade cittadine per intrattenersi fin quando l’organza della notte cede il passo al tessuto ruvido della quotidianità. Niente di ché, se non fosse per la musica che fa da colonna sonora a quel far festa condito con bevande varie. E non è la musica in sé e per sé, che è compagnia piacevole e carezzevole, a infastidire. Ma il volume col quale viene diffusa, da attentare i timpani. Che se per i festaioli può essere di supporto, diventa un incubo per gli abitanti degli stabili che si affacciano su quei festini. Che protestano anche animosamente, reclamando il rispetto del riposo e della quiete notturna. Si sono costituiti anche in comitati che hanno avviato procedure legali.
RESPONSABILI di tale situazione contraddittoria sono naturalmente i gestori dei locali che fanno da supporto alla movida. A quanto pare si fa a gara a chi manda la musica più a manetta. Nel mezzo è finito il sindaco, chiamato in causa per dirimere la questione e a regolarne le modalità. Sindaco, nella fattispecie Domenico La Marca, che si è già attivato con apposite ordinanze, e che nel corso di un intervento in Consiglio consiliare, ha chiarito e illustrato «le azioni che l’Amministrazione intende intraprendere per la stagione estiva al fine di assicurare un equilibrato sviluppo delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che supportano la movida».
AZIONI che naturalmente vanno avviate a norma delle vigenti leggi. Essenzialmente la SCIA ex art.69, e SCIA ex art. 68. «L’amministrazione La Marca – afferma il sindaco – non è contro la musica (Domenico La Marca è un premiato musicista, ndr), ma nell’ambito di un impegno preso con il Patto della sicurezza, occorre rispettare le legge senza nascondersi, eludere, continuare ad occupare suolo pubblico senza pagare, somministrare bevande all’aperto senza avere le autorizzazioni. Non è – ribadisce – questione di controlli, ma è questione di responsabilità, di onestà».
RESPINGE categoricamente il falso assioma secondo il quale i giovani vanno fuori perché lì si possono divertire. «Nessuno vieta – evidenzia – di allestire un pubblico spettacolo, ma occorre farlo rispettando la legge. Manfredonia è una città viva, accogliente, piena di energia, soprattutto durante la stagione estiva. La movida è un’espressione importante della nostra vitalità sociale, economica e turistica. Ma è nostro dovere garantire che questa vivacità non diventi motivo di disagio, conflitto o insicurezza. La sicurezza dei nostri cittadini, dei nostri giovani – esplicita – parte dal senso di responsabilità di chi amministra la città e di chi somministra alcol o musica. Le ordinanze non nascono per reprimere il divertimento, ma per renderlo sostenibile. Perché se è giusto che i giovani abbiano spazi e tempi per incontrarsi, ascoltare musica e vivere la città, è altrettanto giusto che i residenti possano riposare, che le famiglie possano sentirsi tranquille, e che il decoro urbano venga rispettato».
E DUNQUE: «Quale movida vogliamo? Quale turismo vogliamo? Quale città vogliamo?». La risposta è: «Una movida inclusiva, rispettosa, equilibrata. Vogliamo evitare gli eccessi, prevenire l’abuso di alcol, combattere l’illegalità diffusa e, allo stesso tempo, promuovere cultura, musica dal vivo, arte di strada e iniziative che possano dare valore ai nostri luoghi e alle nostre serate. Vogliamo programmare la movida – definisce La Marca – collaborando con i commercianti, i comitati di quartiere, le forze dell’ordine, con i giovani stessi».
Michele Apollonio

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