Donatori di sangue in aumento, ma serve più plasma

Donare il sangue: una scelta in grado di salvare vite e che fa bene ai donatori, che ricevono un check-up gratuito. Per la rete regionale è fondam

Il Comune di Manfredonia cerca un dirigente tecnico
il Sindaco Riccardi su Facebook risponde ad un affermazione del M5S
Protezione civile Puglia, spunta anche l’appalto beffa di telemedicina

Donazioni di sangue: Coronavirus e i consigli del Centro Donazioni del San  Raffaele Università Vita-Salute San Raffaele

Donare il sangue: una scelta in grado di salvare vite e che fa bene ai donatori, che ricevono un check-up gratuito. Per la rete regionale è fondamentale rafforzare l’alleanza tra gli ospedali e i cittadini. In Puglia appello raccolto: più di 113 mila persone hanno donato il sangue nel 2024 e i numeri sono in crescita anche nell’anno in corso. Dati diffusi dalla Fidas a Lecce in occasione del Congresso nazionale della federazione delle associazioni di donatori di sangue.

“Il nostro impegno – afferma al riguardo Giovanni Musso, presidente Fidas Nazionale – è quello di creare una sempre maggiore consapevolezza della cultura della donazione, anche in chi è già generosamente donatore, attraverso un’azione strutturale di educazione civica per garantire una fornitura costante, quanto preziosa di sangue e plasma per la salute pubblica, secondo il principio del donare quello che serve quando serve”.

Le donazioni in crescita, spiega la Fidas, hanno consentito alla Puglia di non dover ricorrere a globuli rossi da fuori regione. In aumento anche le donazioni di plasma, fondamentale per la produzione di farmaci salvavita: +1,3% rispetto al 2023. Ma, dicono gli esperti, c’è ancora molto da fare.

“Affronteremo il tema del bisogno di plasma come materia prima – dichiara Vincenzo De Angelis, direttore generale del Centro Nazionale Sangue – per garantire ai pazienti prodotti ad elevata domanda. Per questo è necessario avere molto plasma, nonché prodotti che richiedono particolare plasma e di non facile reperimento. Ci confronteremo, inoltre, sulla plasmaferesi produttiva – aggiunge il Direttore generale – sotto il profilo della tutela della salute del donatore. Lo faremo analizzando i dati di frequenza della plasmaferesi e dei volumi massimi, facendo riferimento ai più recenti studi e convegni europei”.

COMMENTI

WORDPRESS: 0