In Puglia è tornato il morbillo.

Non si può parlare di epidemia, e non c’è una situazione tale da giustificare misure emergenziali di sanità pubblica. Ma in Puglia l’incidenza del

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Puglia, è ritornato il morbillo: 47 casi da luglio 2024 a marzo

Non si può parlare di epidemia, e non c’è una situazione tale da giustificare misure emergenziali di sanità pubblica. Ma in Puglia l’incidenza del morbillo in alcuni territori ha progressivamente superato i livelli di attenzione, tanto da indurre la Regione a diramare un alert a tutte le Asl e loro tramite ai medici di famiglia. Dal 1° luglio al 20 marzo sono stati segnalati infatti 45 casi di infezione, con particolare riferimento alla Bat e (soprattutto) a Taranto.

L’allarme per il ritorno del morbillo è esploso nelle scorse settimane dagli Usa, dove i morti dall’inizio dell’anno sono già tre (erano 10 anni che non si registrava un decesso). Ma anche in Europa la situazione non va sottovalutata: l’Italia – secondo l’ultimo report del ministero della Salute – è tra i cinque Paesi che hanno segnalato il maggior numero di casi (oltre mille) tra il 1° febbraio 2024 e il 31 gennaio 2025. In questo senso la Puglia parrebbe essere interessata da una recrudescenza della malattia, collegata alla progressiva discesa delle coperture vaccinali nel periodo post-Covid.

Da gennaio a giugno 2024 in Puglia erano stati registrati solamente due casi di morbillo. Poi i numeri sono progressivamente aumentati: tre casi a luglio 2024, sei ad agosto, otto a settembre, undici a ottobre, quattro a novembre, uno a dicembre 2024. Quest’anno altri due casi a gennaio, tre a febbraio e cinque a marzo. Il totale fa appunto 45. Ma è la distribuzione territoriale a creare qualche preoccupazione.

La tabella che la Regione ha diffuso la scorsa settimana in una nota a firma del capo dipartimento, Vito Montanaro, evidenzia che l’80% delle infezioni (pari a 37) è stato registrato in provincia di Taranto. Altre quattro sono nel Barese, mentre i sette casi di competenza della Bat sono relativi a «un cluster familiare»,

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