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Che il Sindaco di Manfredonia sia a corto di argomenti e sia sempre restio a fornire chiarimenti su questioni delicate, più volte sollevate da più parti, è ormai chiaro a tutti. Non solo, egli non articola una proposta politica all’altezza del ruolo che ricopre, ma si cimenta in comunicati stampa dove prova a delegittimare maldestramente chi si permette di insinuare ogni sua condotta discutibile sul piano amministrativo, etico e morale. La cosa che più deve preoccupare è che da tempo Rotice mostra sul piano politico sintomi dissociativi di distacco dalla realtà, perché presumibilmente vive in un mondo tutto suo, nel quale hanno diritto di tribuna e di parola e di consiglio esclusivamente i suoi sodali ed unici estimatori.
Il Sindaco, come un pappagallo cenerino, ricorda a tutti che il Comune di Manfredonia è stato sciolto per mafia e che il bilancio comunale è in dissesto (credo capisca poco di bilanci, visto che per le sue imprese si avvale di consulenti e non provvede in maniera diretta), ma questa volta si spinge a ricordare che io sia incandidabile, cercando di marchiarmi come mafioso, al punto che non potrei ricoprire alcun incarico, né pubblico né privato. Sostanzialmente, si erge a moralizzatore, a suggeritore per evitare che qualcuno possa affidarsi a me, un tentativo già messo in campo da altri per eliminarmi sul piano “umano” e politico, ma ad oggi mai andato a buon fine.
Ma Gianni-Gianni mi sembra il classico sputatore in alto di professione, non ha forse colto le questioni di fondo dell’art. 143 del TUEL, né si rende conto di come si giunge allo scioglimento di un Comune per infiltrazioni. Ho più volte ribadito che in questa amministrazione gli elementi per giungere a un provvedimento preventivo ci sono tutti e sono già sufficienti per determinare un esito nefasto per Manfredonia, che andrebbe scongiurato con le sue immediate dimissioni.
Tralasciando gli aspetti già più volte richiamati, potremmo concentrarci sul ruolo della compagna del Sindaco, che è la sorella, secondo le dichiarazioni dei pentiti, di uno dei maggiori boss della mafia garganica e non solo. Premesso che Lady Rotice non ha mai preso le distanze dal più noto fratello, è interessante notare come sia sempre presente e con un ruolo “politico” di rilievo, al punto da essere pronta a mediare, da quel che appare, i continui conflitti con assessori e consiglieri. Quindi non è soltanto una compagna qualsiasi, ma nonostante la parentela ingombrante è anche fortemente impegnata nel governo dei processi amministrativi. In altri termini, quanto conta la “Roticessa” nella gestione dell’attività amministrativa?
Consiglierei all’inquilino di Palazzo San Domenico di evitare lo scontro personale su questo tema. A tal proposito voglio anche ricordargli che mentre i miei certificati penali sono al momento puliti, su di lui pende un processo per l’accusa grave di omicidio colposo di un dipendente dell’impresa di cui era titolare (sic!). Certo non c’entra l’amministrazione politica del Comune di Manfredonia, ma il Sindaco è il classico esempio di chi cerca la pagliuzza nell’occhio del vicino e non vede la trave nel proprio. Da garantista quale sono, gli auguro di dimostrare di non avere alcuna responsabilità e di uscirne pulito.
Ma cosa nasconde il suo nervosismo? Questa necessità di scegliermi come suo avversario? L’aver capito che abbiamo compreso il suo metodo di gestione della cosa pubblica, una gestione padronale e arcaica, fatta di mostruosa incapacità e disinvolta approssimazione. Ed è molto preoccupato, perché noi non siamo ricattabili, non abbiamo padroni, né siamo disposti a fare compromessi, ma soprattutto sappiamo di cosa parliamo e cosa scriviamo.
Grossa responsabilità di questo andazzo è da addebitare alla classe Dirigente del Comune di Manfredonia, con i dovuti distinguo nel tempo dei diversi protagonisti. Al Sindaco e ai suoi Dirigenti giova ricordare sinteticamente le questioni sollevate alle quali mai è stata data risposta, una risposta dovuta, non una scelta ma un dovere per i ruoli e le responsabilità conseguenti.
Inoltre, come è stato possibile consentire a più soggetti di occupare abusivamente per oltre un anno ruoli di primo piano nell’amministrazione della città, da perfetti abusivi? Ad iniziare da colui che ricopre il ruolo di facciata di addetto stampa. Cosa hanno fatto i dirigenti comunali che subivano ed eseguivano le direttive di questi soggetti? L’abusivismo non è solo un’offesa alla legalità, ma anche alla dignità di chi cerca di svolgere il proprio lavoro con professionalità e correttezza.
Come è possibile che, nonostante i continui solleciti, in ultimo anche quello del Prefetto di Foggia, ad oggi tutti gli organi preposti, compresi i dirigenti comunali ed il segretario generale, responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), non abbiano ritenuto necessario assumere alcuna iniziativa sugli evidenti conflitti di interessi del Sindaco di Manfredonia?
Il Sindaco-imprenditore non ha voluto risolvere i suoi evidenti conflitti di interesse ed ha utilizzato stratagemmi banali tali da renderlo oggetto di attacchi non solo politici. È di fatto il titolare della sua impresa e, per non farsi mancare nulla, occupandosi di costruzioni, si è preoccupato di nominare il 13 marzo 2023 suo cugino e dipendente dell’Impresa Rotice come Consigliere con delega al PNRR.
La vicenda del campo sportivo Miramare è da serie televisiva: scissioni societarie con gli stessi protagonisti, cessioni e acquisizioni di quote, collocazioni di uomini di diretta indicazione del Sindaco, sia per la Società SSD Manfredonia Calcio 1932 sia per la società di gestione del Campo Sportivo SSD Manfredonia Miramare. Questioni denunciate pubblicamente e via pec dall’ex presidente Di Benedetto della SSD Manfredonia Calcio 1932. Davanti a tali evidenze, l’RPCT Dott. Maurizio Guadagno del Comune di Manfredonia è risultato impegnato nelle sue lunghe vacanze estive.
Cosa dire dei lavori del Campo Sportivo Miramare? Ad oggi è stata messa in atto da parte dei dirigenti del Comune una spudorata copertura delle evidenti e palesi condotte illegittime da parte del concessionario. I lavori sono stati realizzati in assenza di titolo autorizzativo e da un soggetto diverso da quello che si è aggiudicato la procedura di gara. La società è stata riconosciuta dal Comune solo con la determina del 23 aprile 2023. Ad oggi, a quasi due anni dalla consegna dei lavori, non solo i lavori non sono terminati come spesso dichiarato, ma il campo sportivo non ha ottenuto l’omologazione del terreno in erba artificiale da parte della FIGC, né ha ottenuto il rilascio del certificato di agibilità da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo.
Il contratto sottoscritto ha disatteso il progetto di valorizzazione, che prevedeva l’omologazione del campo per ospitare competizioni dalla FIGC fino alla Lega Pro (Serie C). Invece viene riportato, a tutto vantaggio del concessionario, l’omologazione per i campionati fino alla Serie D.
Riconosco gravi le mie dichiarazioni, già oggetto di miei precedenti interventi. Come sempre, rispondo personalmente delle mie affermazioni e mi auguro che il RUP del Comune di Manfredonia, prendendo spunto dalle mie sollecitazioni, intervenga, altrimenti mi vedrò costretto a rivolgermi alla Magistratura penale e contabile.
Lascio da ultima la vicenda più rilevante che denota il livello di complicità e asservimento al Sindaco da parte di alcuni Dirigenti, il famoso Polder 20 di Siponto, di cui il Rotice è il possessore unico per volontà della famiglia. Sono passati circa due mesi dai controlli effettuati dalla Polizia Locale con l’ausilio dei tecnici comunali e, essendo il “suo” Polder 20 pieno di abusi edilizi ufficialmente già rilevati in passato, è lecito chiedersi di quale particolare copertura gode il Sindaco per non aver ricevuto ad oggi nessuna ordinanza di demolizione? Perché per altri cittadini si procede con tempi diversi? Perché il Dirigente del Settore Urbanistica si sta assumendo la responsabilità di non procedere all’emissione del provvedimento?
In materia di abusi edilizi, il destinatario dell’ordine di demolizione è il soggetto che ha la disponibilità dell’opera, indipendentemente dal fatto che l’abbia concretamente realizzata. Per i provvedimenti sanzionatori in materia urbanistica è sufficiente la notifica al proprietario dell’area e all’autore degli abusi.
In ultimo, il Dirigente, ci spieghi come è possibile, dopo che da più parti si sono sollevate posizioni di disappunto per la nomina della nipote del sindaco come supporto delle attività di legittimazione degli usi civici di Siponto, essersi recato presso gli uffici regionali, non solo con chi ne aveva titolo, ma anche con la stessa in carica ed il marito ingegnere incaricato dallo zio sindaco alla presentazione della domanda di legittimazione. Insomma, un minimo di decenza e di attenzione alla gestione di questioni così delicate è il minimo che si può chiedere. Ma evidentemente…
Voglio ricordare che il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) è la figura cardine su cui si regge il sistema di anticorruzione di livello locale delineato con la legge del 6 novembre 2012, n. 190, c.d. legge Severino o legge anticorruzione. L’ANAC definisce il RPCT come “il punto di riferimento interno ad ogni amministrazione per l’attuazione della normativa anticorruzione”. A Manfredonia è inesistente.
La città vive di un abusivismo commerciale dilagante da una parte e di assoluta anarchia dall’altra. Si stanno facendo strada a Manfredonia risse, accoltellamenti, pestaggi, alcolici a volontà, anche ai minorenni, in assoluta mancanza di controlli, con l’assoluta novità dei furti di automobili che non risparmiano nessuno, a partire dai nostri manfredoniani di origine, che vengono in questo periodo in vacanza per salutare la Madonna di Siponto.
Consiglio al Sindaco di scegliersi altri avversari per la battaglia politica. Non lo ritengo all’altezza di polemizzare con me ed è utile che lui spenda energie per occuparsi a tempo pieno dei suoi affari e delle sue aziende e liberi la città con lo stesso urlo che ha utilizzato il giorno che ha vinto le elezioni. Liberi al più presto Manfredonia dalla sua disarmante incompetenza e approssimazione, prima che intervenga un nuovo e nefasto evento.
Angelo Riccardi
Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Puglia dal 14 novembre 2011 nell’elenco dei Pubblicisti n. 145000.


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