Strage del Gargano, al via il processo d’appello

E’ cominciato dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Bari il processo di secondo grado sulla strage di San Marco in Lamis, nel Foggiano, del 9 ago

Denuncia ai media la scomparsa di moglie e figli, ma la donna è in una località protetta per averlo denunciato per violenze
I Consiglieri di Minoranza: isolare chi usa la violenza, solidarietà e vicinanza a chi ha il coraggio di denunciare
Manfredonia-Zapponeta, carabinieri ritrovano 16enne scomparso

E’ cominciato dinanzi alla Corte di Assise di Appello di Bari il processo di secondo grado sulla strage di San Marco in Lamis, nel Foggiano, del 9 agosto 2017, nella quale in un agguato mafioso furono uccisi il boss di Manfredonia, Mario Luciano Romito, il cognato Matteo de Palma, e due innocenti agricoltori che furono per caso testimoni dell’agguato, i fratelli Aurelio e Luigi Luciani. Nel processo è imputato Giovanni Caterino, condannato in primo grado nel novembre 2020 dalla Corte di Assise di Foggia all’ergastolo per concorso in omicidio premeditato pluriaggravato dal metodo mafioso, detenzione e porto di armi, ritenuto il basista del commando armato.
La Procura generale ha chiesto l’acquisizione dei verbali di alcuni collaboratori di giustizia e la Corte ha rinviato per la discussione all’udienza del 27 aprile. Nel processo sono costituiti parti civili i familiari dei quattro uccisi, la Regione Puglia, il Comune di San Marco in Lamis e l’associazione Libera.

Mafia, strage San Marco in Lamis: il basista preferisce non collaborare

COMMENTI

WORDPRESS: 0