Porto Alti Fondali di Manfredonia, il ministro De Micheli annuncia: “Verrà finanziato”. Patroni Griffi: “Ottimo risultato”

Quando si opera nell’esclusivo interesse del territorio, facendo quadrato intorno alle problematiche per risolverle, i risultati non tardano ad arriva

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Quando si opera nell’esclusivo interesse del territorio, facendo quadrato intorno alle problematiche per risolverle, i risultati non tardano ad arrivare.
Come nel caso del Bacino Alti Fondali di Manfredonia, realizzato a metà degli anni ’70 con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, al servizio delle industrie non solo del territorio più vicino (nacque in maniera funzionale alle esigenze dello stabilimento Enichem, ma non solo) ma anche dell’intera Capitanata, uno sbocco a mare vitale per la movimentazione delle merci in entrata ed in uscita”. Esordisce così Antonio Tasso, parlamentare manfredoniano, in una nota stampa.

Tasso ha ricordato “il lento declino” del golfo, “lo scandalo dei Nastri d’oro”, “la de-industrializzazione avvenuta nonostante il Contratto d’Area rivelatosi un fuoco di paglia” e, dopo più di quarant’anni, quella infrastruttura definita già al suo nascere come avveniristica da molti tecnici del settore, “langue in attesa di esprimere tutto il suo potenziale”.

Tasso, negli ultimi anni, ha più volte sollecitato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a porre attenzione e destinare fondi per la rinascita di questa infrastruttura. Fino all’importante punto messo a segno nella giornata di ieri, mercoledì 14 ottobre 2020. Durante il programmato Question Time, infatti, il ministro preposto, Paola De Micheli, dopo aver affermato che i fondi necessari alla riqualificazione funzionale della struttura ammontano a circa 80 milioni di euro, ha dichiarato che l’intervento, all’esito del progetto di fattibilità tecnico-economica in corso di elaborazione da parte dell’Autorità competente (la A.d.S.P.M.A.M.), verrà finanziato con i fondi destinati al Sud per lo sviluppo delle infrastrutture (Italia Veloce).

Convinto di essere sulla strada giusta per la svolta il presidente dell’AdSPMAM, Ugo Patroni Griffi: “Si va verso il pieno adempimento degli impegni assunti relativamente al porto di Manfredonia: affidamento del mercato ittico, stazione marittima, rimozione nastri trasportatori, dragaggi, deperimetrazione SIN, ZES e zona franca e da ultimo, ma assolutamente non ultimo come importanza, recupero e ristrutturazione del pontile alti fondali per cui il governo ha promesso il suo sostegno. Il porto di Manfredonia è quindi destinato ad assumere una funzione nodale nello sviluppo della Zes Adriatica, nelle sue aeree della Capitanata e del Molise”.

Tasso, De Micheli e Patroni Griffi

Il Porto Industriale di Manfredonia, lungo ben 2 chilometri e composto da uno specchio portuale con ben 5 banchine, ha tutti i titoli per essere inserito nella piattaforma logistica intermodale della provincia di Foggia che conta anche l’aeroporto Gino Lisa; la piastra logistica di Borgo Incoronata, lo snodo ferroviario e autostradale di Foggia, incrocio delle direttrici Nord-Sud e Est-Ovest dell’intera Italia.

La vastissima area economica interregionale interessata da questo investimento strategico comprende: la “Food Valley” di Capitanata con le numerose aziende agroalimentari di produzione e trasformazione; i rinomati giacimenti estrattivi di materiali litici; l’aerospazio, l’elettromeccanica, ma anche la produzione di vetro piano; il Poligrafico e Zecca dello Stato, il Turismo di Gargano e Monti Dauni. Ma anche l’automotive di Basilicata e Irpinia con gli impianti di marche automobilistiche prestigiose sia italiane che estere; la componentistica meccanica, la farmaceutica e ancora l’agroalimentare per il Molise.

“Serviva la certezza istituzionale – commenta Tasso – a sostegno della ferma convinzione che si possono cambiare definitivamente le sorti di un territorio fortemente provato. Con il passaggio importante del ministro De Micheli abbiamo adesso la certezza del ripristino di una infrastruttura vitale per l’economia di una vasta area, che ha il suo fulcro nella provincia di Foggia – candidata ad essere ‘motore’ dell’economia euro-mediterranea – un’area del Paese che comprende la Puglia settentrionale, la Basilicata nord-orientale, l’Irpinia (quindi la Campania) e il Molise. È necessario credere fermamente in questo progetto ed essere parte attiva di questa visione” conclude il parlamentare sipontino.

Centro Cultura del Mare - Porto di Manfredonia

 

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