La guerra delle “stelle” della deputata Francesca Troiano

Confesso: ignoro la differenza tra mele e pere se non quella che sono entrambe dei falsi frutti che la botanica annovera nella famiglia delle Rosacee,

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Confesso: ignoro la differenza tra mele e pere se non quella che sono entrambe dei falsi frutti che la botanica annovera nella famiglia delle Rosacee, apprezzate entrambe come frutta.

Il ponderoso quesito mi è stato posto dalla deputata pentastellata Francesca Troiano che in una articolata nota si dice “sconcertata” per un mio articolo nel quale ho osato mettere “insieme le dichiarazioni dei due ex consiglieri comunali di Manfredonia, Fiore e Ritucci, di Antonio Tasso, eletto grazie al M5S ma subito passato al MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero (con una parentesi in Sogno Italia), partito facente parte del gruppo misto della Camera e della deputata pentastellata Francesca Troiano“. Una imperdonabile lesa maestà.

Francamente, in primo acchito, ho pensato che la deputata pentastellata Francesca Troiano volesse disquisire su argomentazioni politiche adeguate al momento alquanto burrascoso, volesse entrare nel merito di quelle dichiarazioni. Invece no: si è trattato solo di reclamare un suo presunto status privilegiato e di rivolgere stizzite e avvelenate censure nei confronti di due persone che fino a ieri hanno militato nello stesso Movimento e che prima di ieri mai nessuno, a cominciare dalla deputata pentastellata Francesca Troiano, ha mai avuto da ridire qualcosa specie quando battagliavano in nome e per conto delle Cinque stelle in difesa dei diritti e della legalità di Manfredonia.

Fuori dalle facezie e senza entrare nelle beghe della Troiano, la realtà, come si è andata connotando ed evidenziando dalle cronache in questi ultimi quattro anni, è che a rappresentare e battersi a viso aperto e senza le prebende della Troiano, per quelli che sono stati i valori e i principi di quel movimento fino alla “svolta” di Roma e dunque a tutelare la legalità degli atti amministrativi fino a determinare l’abbandono dell’amministrazione in carica, sono stati Gianni Fiore e Massimiliano Ritucci. Sempre la cronaca ha segnalato come tutte le manifestazioni col simbolo del M5S e la presenza di esponenti nazionali e regionali, si sono svolte con la presenza e l’attivismo dei “due che si sono accompagnati “anima e core” all’italiano all’estero Tasso”.

A meno di sviste clamorose, in tutte queste vicende cittadine non ho mai potuto, benché invitata a farlo, riferire di interventi della deputata pentastellata Francesca Troiano. Se errore c’è stato non è certo da parte dello scrivente.

Pertanto, se solo oggi la deputata pentastellata Francesca Troiano può dire “La situazione politica di Manfredonia è particolare sia per lo stato molto critico delle finanze comunali, sottoposte all’attenzione della Corte dei Conti che ne ha già più volte sottolineato le incongruenze, sia per l’avvenuta istruttoria volta ad accertare eventuali infiltrazioni mafiose” lo deve soprattutto a quei due “ex ex” i quali, è cronaca recente, hanno avuto l’onesta intellettuale a tirarsi fuori dal M5S e come liberi cittadini informati sui fatti hanno espresso la loro semplice opinione.

Se la deputata pentastellata Francesca Troiano o chi per lei, ha inteso acquisire una visibilità fino ad ora opaca, lo poteva fare senza gettare fango sui suoi “ex ex” o prendere a pretesto articoli giornalistici dei quali non pare abbia inteso la funzione, saremmo lieti di raccogliere le sue argomentazioni.

Nel frattempo ci illumini sulla differenza politica tra mele e pere e possibilmente nel cesto oltre a quelle due Pomacee, ci metta, anziché sterili polemiche, qualcosa di più concreto in termini di presenza e interventi per Manfredonia.

Michele Apollonio

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