La storia infinita del sito ex Enichem, dopo urea e caprolattame in arrivo il Forsu

FA DISCUTERE e arrabbiare i manfredoniani la notizia diffusa da Eni di voler realizzare nel sito ex Enichem, ora Syndial (dello stesso gruppo Eni), un

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FA DISCUTERE e arrabbiare i manfredoniani la notizia diffusa da Eni di voler realizzare nel sito ex Enichem, ora Syndial (dello stesso gruppo Eni), un impianto per il trattamento della frazione umida (Forsu) dei rifiuti urbani utilizzando peraltro le agevolazioni previste dalla ZES (Zone Economiche Speciali) delle quali quell’area farebbe parte.

“ANCORA una volta ENI torna alla carica con progetti deleteri per il nostro territorio, dopo aver realizzato una finta bonifica, giacché per far posto agli insediamenti del Contratto d’Area i nostri bravi rappresentanti politici hanno barattato con l’accordo di una bonifica di tipo industriale la salute e la vita dei manfredoniani e del loro territorio> insorge l’associazione culturale e politica “Manfredonia Nuova” in una vibrata nota in cui evidenzia che <niente è più falso che parlare di bonifica effettuata sul nostro territorio che deve essere ancora risanato dall’immane disastro ambientale che il petrolchimico EniChem ha lasciato a Manfredonia. Insomma saremo sommersi – denuncia – da fanghi di depurazione e monnezza di ogni tipo da tutta l’Italia con un impianto che “sarà allocato nei 20 dei 25 ettari – a loro dire – già bonificati” e sarà sperimentato ancora una volta sulla nostra pelle come se fossimo cavie”.

SERRATO e incalzante l’escursus storico di “Manfredonia Nuova” sulle “mancate o parziali bonifiche” effettuate in quel sito. “L’unica bonifica certa realizzata – afferma MN – è la demolizione dei due impianti: quello della produzione di caprolattame dell’isola 13 e quello dell’impianto dell’urea dell’isola 5, dove è avvenuto lo scoppio della colonna dell’arsenico. La prima ha visto nascere in fretta e furia il capannone della ex Zadra Vetro senza nessuna bonifica, la seconda attende ancora di essere bonificata dall’arsenico che è scivolato, dicono le ultime analisi, ormai a più di 17 metri di profondità e che presto raggiungerà le falde acquifere più profonde. Noi cittadini e cittadine di Manfredonia – evidenziano – pretendiamo che l’Eni proceda alla bonifica del sito, altro che concederle e continuare a lucrare sulla salute del territorio, del mare e di noi cittadini“.

MANFREDONIA NUOVA si rivolge al sindaco di Monte sant’Angelo in quanto l’area Enichem-Syndial si trova in agro di quella città, invitandolo <a non concedere quell’area per qualsiasi attività“. Anche a Monte Sant’Angelo si sono levate posizioni <fermamente contrarie alla realizzazione in quell’area di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti”.
UNA interrogazione al sindaco Pierpaolo D’Arienzo è stata presentata da “Forza Italia” e il movimento “Verso il futuro” di Monte Sant’Angelo per “sapere se l’Eni abbia presentato al comune di Monte Sant’Angelo il progetto di cui si parla” mentre al presidente del consiglio comunale Giovanni Vergura, chiedono “la convocazione di una specifica seduta del consiglio comunale per affrontare l’ampia problematica dello sviluppo nell’area ex Enichem considerato che è stata inserita nella ZES Adriatica” una “preziosissima occasione per Monte Snt’Angelo, Manfredonia e Mattinata – rilevano – per favorire l’attuazione di un piano di sviluppo delle attività produttive industriali e artigianali, rispettoso della tutela dell’ambiente e della salute delle popolazioni”.

A cura di Michele Apollonio

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