Vittorio Feltri, editoriale contro il foggiano Conte „

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Se più indizi fanno una prova, allora Vittorio Feltri ce l’ha con Foggia e il Sud. Dopo quel “Conte addirittura ben vestito nonostante sia di Foggia“, il direttore responsabile di Libero – quello che per Pio e Amedeo “è un giornale utile ad incartare le uova” – torna all’attacco del presidente del Consiglio dei Ministri nell’editoriale del 21 luglio scorso dal titolo ‘Rassegniamoci, siamo la mammella del Sud’. Il giornalista bergamasco non perde occasione per attaccare di nuovo il “foggiano Conte”, questa volta in dolce compagnia con il “partenopeo” Luigi Di Maio.

L’editoriale di Vittorio Feltri

“Il foggiano Conte, presidente del Consiglio dei ministri, e Di Maio, responsabile del Lavoro che non ha mai svolto, sono contrari alla autonomia regionale e fanno imbufalire Zaia e Fontana, rispettivamente governatori del Veneto e della Lombardia. I quali sono ottimi amministratori e sanno spendere i fondi a vantaggio della gente, ma vengono sfottuti dai due succitati meridionali perché intendono migliorare le condizioni di vita dei loro concittadini.

Non mi stupisco che il pugliese e il partenopeo siano ostili alla indipendenza veneta e lombarda. Costoro sono costituzionalmente mantenuti da sempre dai settentrionali e non ne vogliono sapere di tagliare il cordone ombelicale chelilega al Settentrione per motivi alimentari, di sopravvivenza.

“I terroni in pratica intendono comandare sui polentoni non per motivi antropologici, ma economici. Senza i nostri quattrini i primi morirebbero di fame, dato che non sono capaci che di produrre deficit, pertanto vedono nell’autonomia una sorta diminaccia di morte civile.

 

Prendiamo il problema della scuola. Quella italiana è la peggiore d’Europa, così come i nostri insegnanti sono in massima parte incompetenti. Ciò risulta dalle statistiche continentali. Ebbene la Lombardia e il Veneto, probabilmente anche l’Emilia, hanno un piano per aumentare la efficienza della pubblica istruzione e desiderano attuarlo a condizione di poter disporre dei propri capitali. Il premier foggiano e il vicepremier napoletano si oppongono, pretendono di rapinare il nostro patrimonio, lasciandoci in bolletta, onde sostenere coi proventi delle grassazioni il Mezzogiorno, a costo di tenere basso il livello culturale della nazione intera. In sostanza, questo governo di parassiti punta a cronicizzare il sottosviluppo di cui è figlio per ottenere un appiattimento verso il basso dell’Italia, sfruttando le potenzialità produttive eccezionali delle zone nordiche. È una forma di banditismo o almeno di brigantaggio che andrebbe combattuta non solo politicamente ma anche socialmente. Ci appelliamo a Salvini: cerchi di porre fine a questo scandalo intollerabile, altrimenti saremo costretti a rimpiangere Umberto Bossi che almeno puntava alla secessione. Un progetto troppo ambizioso, però molto arrapante”.

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