Approvato assestamento di bilancio, ma…

Quando si tratta di discutere argomenti attinenti al bilancio emergono tutte le discrepanze nascoste e le conflittualità inconfessate di una amminist

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Quando si tratta di discutere argomenti attinenti al bilancio emergono tutte le discrepanze nascoste e le conflittualità inconfessate di una amministrazione comunale alquanto composita nella sua strutturazione politica. E’ avvenuto così che alla prova del nove dell’assestamento generale di bilancio 2015-2017 che la giunta Riccardi aveva portato in consiglio comunale per la ratifica, ben sei consiglieri della maggioranza che ne conta 18, siano usciti fuori dall’aula per sottrarsi al voto. Pertanto perché quel provvedimento passasse è stato necessario aggiungere ai dodici consiglieri rimasti al loro posto, il voto del sindaco Angelo Riccardi. Ad abbandonare sono stati Bisceglia e Balzamo del PD, La Torre e De Luca del Movimento Est, Brunetti e Valentino di Il bello viene ora.
Una situazione ingarbugliata che richiama implicazioni politiche di non poco conto. Non si può, anche da un punto di vista etico, votare compatti quando fa comodo e scaricarsi di responsabilità quando invece c’è da prenderle in nome del mandato icevuto. Non è dato immaginare se e quali potranno essere le ripercussioni in seno alla maggioranza. Molto probabilmente, anzi sicuramente nessuna. La politica che si pratica oggi, a maggior ragione anche quella con la p minuscola, ha perso l’autorevolezza ecumenica dei partiti, si è sempre più ridotta a clan contrapposti l’uno contro l’altro. Ogni clan seguendo e tutelando una propria visione operativa.
La votazione dell’assestamento di bilancio è stato peraltro il momento cruciale di una seduta movimentata iniziata con la contestazione dell’opposizione (M5S 2, FI 3, MN 1) riguardante i termini e le modalità di convocazione del consiglio comunale. Il M5S ma anche FI e MN hanno posto una pregiudiziale con sospensiva dei lavori, stante, è stato spiegato (Fiore, Romani, Magno) il mancato rispetto dei termini per la convocazione del consiglio comunale, non avvenuta nei termini prescritti>. Tre giorni invece dei cinque previsti.
Si innescava una accesa discussione con richiami ora giuridici ora politici con accenti anche sopra le righe. Tanto che il sindaco Riccardi alle reiterate accuse di diffusa illegalità e illegittimità avanzate da Magno, lo ha invitato a portare alla Procura della Repubblica le accuse per la loro verifica. La richiesta dell’opposizione di non procedere alla discussione degli argomenti all’odg, è stata rigettata tanto dal presidente dell’assemblea Antonio Prencipe, quanto dal segretario generale del Comune Federico Fiorentino che in punta di legge e in base alla sua ormai lunga esperienza, ha spiegato con la efficace semplicità che gli è propria, che <la seduta era valida a tutti gli effetti di legge> aggiungendo che <sarebbe stata tale anche se non ci fosse stata alcuna notifica, validata e legittimata dalla sola presenza in aula del consigliere che attestava che aveva avuto notizia della riunione>.
Il Movimento 5 stelle in una nota nell’evidenziare il dato politico dell’astensione dal voto di sei consiglieri di maggioranza, annuncia di aver “protocollato una formale diffida al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario Comunale ed al Prefetto di Foggia, con la quale si chiede l’annullamento della seduta di consiglio del 30/11/2015. La nostra speranza è che si cominci dalle piccole cose e che da oggi tutte le convocazioni vengano fatte nei termini di legge, che i documenti necessari sui quali discutere, cosa di assoluta importanza, siano messi a disposizione dei consiglieri in contemporanea con la convocazione, se non prima visto che spesso 5 giorni sono assolutamente insufficienti>.
Michele Apollonio

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