Il Consiglio di Stato ha detto «no» al ministero dell’Ambiente, che chiedeva di sospendere l’ordine del Tar di Bari di concludere il procedimento

Il Consiglio di Stato ha detto «no» al ministero dell’Ambiente, che chiedeva di sospendere l’ordine del Tar di Bari di concludere il procedimento relativo alla candidatura di Vincenzo D’Errico alla guida del Parco del Gargano. Ma proprio mentre i giudici della Quarta sezione di Palazzo Spada depositavano l’ordinanza che respinge la sospensiva, il dicastero guidato da Pichetto Fratin ha depositato una nuova terna di candidati: e tra i nomi manca proprio l’imprenditore indicato da Forza Italia.Nella nuova terna, su cui il ministero dovrà chiedere il «concerto» al presidente della Regione per far ripartire da zero l’iter di nomina, restano l’attuale commissario Raffaele Di Mauro e Tiziana Casavecchia, ma al posto di D’Errico è spuntato l’architetto foggiano Nazareno Gabrielli.A settembre il Tar di Bari aveva ordinato al ministero di concludere il procedimento che riguarda D’Errico, sul cui nome era stata raggiunta l’intesa tra Pichetto e l’allora governatore Michele Emiliano. Solo che nel luglio scorso D’Errico aveva incassato il voto contrario della commissione Ambiente della Camera, segnale di un mancato accordo tra le forze politiche di governo: Forza Italia preferirebbe infatti la conferma dell’attuale commissario Di Mauro, a cui il ministero ha già prorogato l’incarico fino a gennaio 2027. L’ordinanza del Consiglio di Stato comporta l’obbligo che il ministero ottemperi all’obbligo stabilito dal Tar, ma la mossa di ufficializzare una nuova terna indica che l’esito di questo procedimento sarà scontato. La legge, peraltro, consente di procedere alla nomina anche senza il raggiungimento dell’intesa con la Regione, e dunque – in astratto – si potrebbe anche arrivare a un colpo di mano.«Il ministero – ha detto ieri D’Errico con una nota – ha cercato di costruire motivazioni posticce per giustificare un ritardo inaccettabile, nascondendo la vera natura meramente politica dello stop, a discapito delle prerogative del nostro territorio». L’imprenditore turistico di Rodi Garganico denuncia «ragioni politiche» dietro la decisione di escluderlo dalla terna. Fonti della Regione fanno sapere di non conoscere la nuova terna messa a punto dal ministero e resa nota durante l’udienza di discussione davanti ai giudici amministrativi. Il Parco resta quindi commissariato e la guida operativa è affidata a un direttore facente funzioni, vista la mancanza di un consiglio di amministrazione cui spettano le nomine.

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