La politica delle firme ma il nulla dei fatti! L’ennesimo protocollo d’intesa per nascondere e giustificare decisioni già prese o per nascondere

La politica delle firme ma il nulla dei fatti!
L’ennesimo protocollo d’intesa per nascondere e giustificare decisioni già prese o per nascondere l’immobilismo amministrativo?!
La firma del Protocollo d’Intesa tra il Comune di Manfredonia e il Comitato QUAM viene presentata da Palazzo di Città come una “svolta storica” per la partecipazione. Nei fatti, però, assomiglia tragicamente al solito espediente della politica nostrana, firmare un pezzo di carta per dimostrare di fare qualcosa, mentre fuori dal palazzo la città attende risposte concrete.
Le dichiarazioni del Sindaco la Marca e dell’Assessore Mansueto traboccano di una retorica stucchevole su parole d’ordine ormai logore ed abusate come condivisione, ascolto, trasparenza.
Per ascoltare i cittadini serve davvero l’ennesimo protocollo d’intesa?
Una Pubblica Amministrazione efficiente non ha bisogno di stipulare contratti formali per dialogare con il proprio territorio. L’ascolto della comunità dovrebbe essere l’Abc dell’azione quotidiana di qualsiasi assessore o sindaco, non un evento da celebrare con comunicati stampa preconfezionati.
Il sospetto è che questa improvvisa “fame di partecipazione” serva in realtà a diluire le responsabilità. Coinvolgere i comitati nelle scelte urbanistiche e di rigenerazione urbana rischia di diventare il perfetto alibi per giustificare futuri ritardi, scelte impopolari o l’ennesima paralisi decisionale e, magari, a giustificare, scelte già fatte e prese nelle segrete stanze, con la volontà della partecipazione cittadina!
Mentre la giunta si autoincensa parlando di “visione condivisa dello sviluppo”, la Manfredonia reale fa i conti con l’ordinaria amministrazione che non funziona. Degrado urbano e sociale, sporcizia, invasione di insetti, blatte ed altro…, la totale sordità istituzionale di fronte alle segnalazioni quotidiane dei cittadini — spesso ignorate sui canali ufficiali e social — sono la fotografia di una città lasciata a se stessa.
La sfiducia dei cittadini e il crollo dell’affluenza alle urne non si combattono moltiplicando i tavoli tecnici o firmando protocolli d’intesa che finiranno inevitabilmente a prendere polvere in qualche cassetto comunale.
Il tempo delle passerelle è finito. La cittadinanza non chiede di essere “strutturalmente ascoltata” tramite comitati intermediati; chiede che l’organigramma comunale, pagato con i soldi dei contribuenti, esca dagli uffici e intervenga con tempestività sul territorio.
Se l’amministrazione la Marca vuole davvero ricostruire il rapporto di fiducia con Manfredonia, metta da parte la penna delle cerimonie e usi finalmente gli strumenti del pragmatismo. I cittadini non vivono di protocolli, ma di servizi, decoro e risposte concrete.
Tutto il resto è solo fuffa amministrativa
M. Basta


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