Fiumi di droga dal Gargano al Molise: condanne e patteggiamenti per la banda del grossista Buxheli & Co.

Si chiude con condanne fino a 4 anni di reclusione, due assoluzioni (una piena, l'altra parziale) e alcuni patteggiamenti il procedimento penale s

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Si chiude con condanne fino a 4 anni di reclusione, due assoluzioni (una piena, l’altra parziale) e alcuni patteggiamenti il procedimento penale scaturito dall’operazione di polizia che, nel giugno dello scorso anno, ha permesso di smantellare un vasto smercio di droga tra Lesina, Campomarino, San Nicandro Garganico, Cerignola e Ruvo di Puglia.L’operazione ha portato all’arresto di 11 persone, consentendo altresì individuare quale perno di tutta l’organizzazione, grossista e principale fornitore di cocaina e hashish, il cittadino albanese Elidon Buxheli.Il verdetto è stato pronunciato poco fa, dal gup del Tribunale di Foggia, Mario De Simone: ha patteggiato una condanna a 4 anni di reclusione, con sostituzione della misura con la detenzione domiciliare, Elidon Buxheli, classe 1977, presunto capo del gruppo, difeso dall’avvocato Luigi Marinelli. Stessa condanna anche per Leonardo Cursio, classe 1964, di Apricena, difeso dall’avv. Angelo Pio Gaggiano, ritenuto tra i referenti dell’organizzazione.Accolto il patteggiamento (2 anni e 6 mesi, con sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità) proposto dalla difesa di Emanuele Francesco Di Guglielmo, classe 1990, e per Alessandro Maria Colella, classe 1986 (due anni e dieci mesi), entrambi difesi dall’avv. Marinelli. Patteggiamento accolto anche per Rosita Sacco, classe 1974, di Campomarino.Ancora, per Costantino Folla, classe 1972, residente a San Nicandro Garganico, (difeso dall’avv Marinelli) è stata applicata una condanna a 3 anni e 4 mesi in abbreviato.Infine, assolto Vito Giannetta (difeso dall’avv. Roberto Russo) e assoluzione parziale per Angelo Di Nauta (avv. Luigi Marinelli), classe 1964, di Lesina. Quest’ultimo è stato condannato a 2 anni e 5 mesi, ma è stato assolto dall’accusa relativa alle armi con contestuale riqualificazione dell’imputazione sul traffico di stupefacenti.Per questi ultimi, il pm aveva invocato condanne per 4 anni e 4 mesi, 2 anni e 6 anni. Sarà giudicato con rito ordinario, invece, Antonio Rocco Augelli, classe 1964, di Lesina, difeso dall’avv. Ettore Censano.

Le motivazioni della sentenza sono state contestuali per l’istituto del patteggiamento, mentre verranno depositate entro il termine di 90 giorni per le condanne in abbreviato.

Il profilo criminale del grossista albanese
Le indagini hanno consentito di tracciare il profilo criminale di Eidon Buxheli, riferimento di un’ampia cerchia di narcotrafficanti di cocaina e hashish interessati all’acquisto di rilevanti quantitativi di sostanze.Nell’indotto che conduce alla vendita al minuto della droga in favore dei consumatori, è ritenuto l’anello intermedio tra gli importatori della droga dall’estero e le piazze di spaccio locali.Per il gip Marialuisa Bencivenga, titolare del fascicolo di indagine, si tratta di un personaggio “scaltro, attento”, che il più delle volte si muove da solo, di poche parole, tanto da riuscire a restare in auto senza proferire parola con chi si trovava accanto a lui, anche per parecchie ore.Un sistema collaudato con cui l’albanese stabiliva anzitempo con complici e acquirenti i punti di incontro grazie a whatsapp, pochissime volte al telefono. Il suo temperamento ha indotto alcuni indagati a indicarlo con l’appellativo di ‘Nano Malefico’, per la sua statura e la sua totale diffidenza. Grazie alle intercettazioni sulle auto da lui noleggiate, è emerso che si recava a Campomarino in casa dei conviventi, nonostante Cursio si trovasse agli arresti domiciliari.

Difficile resistere ad un’offerta del genere
ho. Mobile
Un personaggio talmente diffidente che alcune volte, parlando del più e del meno con qualcuno, si incupiva pensando di avere di fronte un infiltrato delle forze di polizia. Basti pensare che durante un viaggio compiuto con Rocco Antonio Augelli, gli consigliava di non parlare. Difatti, durante il tragitto non proferirono parola ad eccezione di quando Buxheli gli passò un involucro bianco contenente cocaina, consigliandogli di stare attento a maneggiarlo in quanto non era chiuso bene.Al termine del viaggio Orta Nova-Foggia-Ruvo di Puglia, rientrando in auto, mostrava ad Augelli un panetto di droga avvolto in un cellophane vantandosi dello scambio riuscito. Augelli, il 2 agosto 2024, è stato arrestato insieme a trafficanti albanesi. In quella occasione sono stati sequestrati 25 kg di cocaina. Con Angelo Di Nauta condivideva invece la modalità e le condizioni di vendita della droga.Di Nauta, invece, si occupava di assicurare la riuscita di grosse movimentazioni di stupefacente e oltre ad essere l’uomo di fiducia di Buxheli, si serviva di Colella per la vendita a dettaglio di cocaina. I due venivano coadiuvati da diversi personaggi, tra cui un carabiniere che presta servizio presso la caserma di Poggio Imperiale (stazione dell’Arma totalmente estranea ai fatti narrati).Le informazioni date dal carabiniere
Nelle carte dell’inchiesta è spuntato il nome di un carabiniere in servizio presso la stazione di Poggio Imperiale, ritenuto vicino ad Elidon Buxheli e ad Angelo Di Nauta, con i quali avrebbe intrattenuto rapporti telefonici e personali per fornire indicazioni utili, come quando, il 21 marzo 2024, mentre capo e vice del sodalizio commentavano in auto il ritrovamento di un gps posto sotto il veicolo del narcotrafficante albanese, Di Nauta spiegava di averlo mostrato al carabiniere, il quale, a sua volta, gli avrebbe confermato che i militari dell’Arma montassero solo gps italiani, che avrebbe dovuto togliere la scheda per risalire all’intestatario e lasciare il Gps al suo posto, così da poter risalire, in un secondo momento, a chi successivamente sarebbe intervenuto per sostituirlo.I due interlocutori cercano di capire chi possa aver messo l’apparecchio, ipotizzando finanche che sia stata opera di un altro gruppo criminale. A quel punto Di Nauta, appoggiando il dispositivo tra le sue gambe, chiede ad Elidon se qualcuno sapesse delle attività illecite in corso in quei giorni e se avesse parlato con qualche paesano suo. Inoltre, l’amico carabiniere di Di Nauta gli avrebbe suggerito di andare da un gommista e di sollevare tutte le auto per scoprire altri Gps.

Cosa che infatti fecero con la Fiat 500 e la Mercedes in uso a Buxheli. Il giorno dopo, il militare dell’Arma verrà ripreso da una telecamere posizionata nei pressi dell’abitazione di Di Nauta, salire, scendere e allontanarsi. Il 26 marzo 2024, il carabiniere fu ripreso dalle telecamere mentre si intratteneva a parlare con Di Nauta, all’esterno dell’abitazione di quest’ultimo, al quale, il 12 e 13 aprile 2024, aveva inviato un messaggio whatsapp: “Ieri sera ti volevo dire che sorvolava un drone…in quei pressi…, ma tu non hai risposto…ti volevo far affacciare alla tua soffitta”. Il carabiniere verrà ripreso anche dalla telecamera installata nei pressi dell’appartamento di Buxheli, mentre questi lo attendeva in strada. I due sono stati immortalati mentre parlano, si guardano intorno e dopo poco si salutano.

 

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