Restare in montagna’, dai Monti Dauni parte una proposta di legge per le aree interne della Puglia Elaborata dalla sindaca

Parte dalla provincia di Foggia ‘Restare in Montagna’, la proposta di legge regionale elaborata dalla sindaca di Volturino, Giovanna Santacroce, p

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Parte dalla provincia di Foggia ‘Restare in Montagna’, la proposta di legge regionale elaborata dalla sindaca di Volturino, Giovanna Santacroce, presidente di Uncem Puglia (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani). Nelle prossime settimane sarà presentata la bozza che sarà portata all’attenzione del Consiglio regionale pugliese.“Il titolo dice tutto. È una scelta politica: le nostre montagne hanno il diritto di essere abitate, e chi ci vive ha il diritto agli stessi servizi degli altri cittadini pugliesi”, spiega Santacroce.La proposta si articola in 8 titoli e affronta i nodi strutturali dello spopolamento con strumenti concreti. Propone le Unioni di Comuni montane, un soggetto istituzionale unico per Subappennino Dauno Nord, Subappennino Dauno Sud e Murgia Alta utile a programmare, negoziare, gestire i fondi. “Insieme si pesa di più”, osserva la proponente.Guardia medica e continuità assistenziale rappresentano un altro punto fondamentale. “Scritto nero su bianco: la soppressione del servizio notturno e festivo nei comuni montani è incompatibile con questa legge”, afferma la sindaca.Si propone, poi, la riduzione della Tari grazie all’eolico: chi ospita impianti di energia rinnovabile deve beneficiare della transizione energetica. Almeno il 30% delle compensazioni deve abbattere la tassa sui rifiuti per i residenti. Lo dice in due parole: “Equità territoriale”.Nella proposta di legge si parla anche di mobilità, digitale e servizi di prossimità: trasporto a chiamata, sportelli digitali, banda ultralarga come priorità, non come promessa. Inoltre, si prevede l’istituzione di un apposito fondo regionale per la montagna: risorse certe, criteri trasparenti.“Non è una legge scritta da chi guarda le montagne dalla pianura. È una legge scritta da chi ci vive, ci lavora e ha scelto di restare. Perché restare in montagna non deve essere un atto eroico. Deve diventare una scelta normale, sostenuta dallo Stato”, conclude Santacroce.

 

 

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