Il buco delle Asl deriva dall’aumento dei costi. Ma Rsa, liste d’attesa e Sanitaservice sono costati 50 milioni

Almeno una cinquantina dei 349 milioni di disavanzo della sanità pugliese potrebbero essere riconducibili alle scelte fatte dalla politica regiona

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Almeno una cinquantina dei 349 milioni di disavanzo della sanità pugliese potrebbero essere riconducibili alle scelte fatte dalla politica regionale nell’anno elettorale. Ma il grosso del «buco» appare collegato ad un aumento dei costi, non compensato dall’aumento dei finanziamenti di competenza dello Stato. Un fenomeno previsto, al punto tale che la Regione lo aveva illustrato alla Corte dei conti in sede di parifica del bilancio 2025: nessuno, insomma, può dire di non aver visto arrivare l’onda che ha costretto il governatore Decaro a ritoccare le addizionali Irpef, scaricando il peso della sanità soprattutto sulle tasche della classe media.Il ragionamento può prendere le mosse dai dati che Decaro ha illustrato sabato. Nel 2024 le Asl avevano chiuso i bilanci con una perdita di 131 milioni, che Decaro sabato ha definito «strutturale», e residuata a valle di un incremento del Fondo sanitario nazionale pari a 320 milioni. È su quella base (i 131 milioni) che si innestano i maggiori costi di esercizio del 2025, valutati in 433 milioni, compensati da 51 milioni di maggiori ricavi e 25 milioni di «ottimizzazioni» di spesa

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