Sanità, il buco nero della Puglia non si chiude: nei primi tre mesi del 2026 già persi 90 milioni

Gli effetti della manovra correttiva dei conti sanitari cominceranno a vedersi nelle buste paga di giugno, quando i datori di lavoro e l’Inps appl

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Sanità, il buco nero della Puglia non si chiude: nei primi tre mesi del 2026 già persi 90 milioni

Gli effetti della manovra correttiva dei conti sanitari cominceranno a vedersi nelle buste paga di giugno, quando i datori di lavoro e l’Inps applicheranno le nuove addizionali annunciate sabato dal presidente Antonio Decaro. Ma è tra novembre (autonomi) e dicembre (dipendenti) che arriverà la botta, soprattutto per quei 92.968 pugliesi che dichiarano un imponibile superiore a 50mila euro e che vedranno crescere l’aliquota regionale di quasi un punto e mezzo cioè fino al massimo previsto dalla legge.

La Regione è stata infatti costretta ad applicare il «comma 174», la norma della finanziaria 2004 che impone ai governatori – in veste di commissari – di ripianare i deficit della sanità «anche» attraverso le addizionali, che si applicano con effetto retroattivo dal 1° gennaio dell’anno in corso. E dunque in sede di conguaglio o di secondo acconto arriverà il carico fiscale aggiuntivo dei primi cinque mesi dell’anno, che per i dipendenti della fascia di reddito più alta significa un minimo di 400 euro.Dalla manovra sulle addizionali la Regione conta di ricavare circa 240 dei 359 milioni di deficit accumulato nel 2025 dal sistema sanitario

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