II PARADOSSO DEL CONSIGLIO LA REGIONE NON HA SOLDI FERME 55 PROPOSTE DI LEGGE

Nei primi 100 giorni l’aula ha approvato soltanto i debiti fuori bilancio: incide anche il deficit milionario nella sanità.Sono passati oltre tre

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Nei primi 100 giorni l’aula ha approvato soltanto i debiti fuori bilancio: incide anche il deficit milionario nella sanità.Sono passati oltre tre mesi dall’insediamento del nuo­vo Consiglio regionale. Era il 2 febbraio quando i nuovi con­siglieri regionali sono entrati per la prima volta in aula. Calen­dario alla mano si è ben oltre i primi 100 giorni, ma l’attività le­gislativa va molto a rilento. Gli unici provvedimenti approvati sono stati i debiti fuori bilancio, mentre non è stata trovata la quadra su alcuna proposta di legge o disegno di legge. C’è sta­to soltanto un tentativo che ri­guarda il “Sistema integrato di educazione e istruzione per l’in­fanzia”. Il provvedimento è arri­vato in aula, ma non è stato tro­vato l’accordo in maggioranza ed è tornato in commissione.Al momento sono state depo­sitate 55 proposte di legge pdl fra maggioranza e opposizione, ma tutte sono al palo. Nessuna di queste è approdata in aula. In realtà di occasioni ce ne sono state anche poche: a marzo l’assise si è riunita una sola volta, due ad aprile e ancora nessuna a maggio. Il Consiglio tornerà a riunirsi dopo le elezioni ammi­nistrative, visto che alcuni con­siglieri sono candidati nei loro comuni. Prima fra tutti il presi­dente del Consiglio, Toni Matarrelli, candidato a Mesagne, ma lo stesso vale per Luigi Caroli (Fdi) e Tommaso Gioia (Prossi­ma) a Ceglie Messapica. Gli altri sono stati arruolati per la cam­pagna elettorale. E quindi a ogni tornata elettorale il Consi­glio regionale rallenta.Continuano invece le commissioni: si distribuiscono tra martedì e gio­vedì, da poco è stato aggiunto il mercoledì. Tra le attività delle commissioni prevalgono le au­dizioni, fra queste si discutono le proposte di legge incardina­te. Che come si diceva sono 55 e la maggior parte non arriveranno mai in aula, o anche se doves­sero arrivare non potranno tro­vare approvazione perché non hanno copertura finanziaria. Praticamente non ci sono i sol­di. La legge di stabilità dell’allora assessore al Bilancio, Fabia­no Amati, approvata a ottobre scorso per l’anno 2026, non ha finanziato il capitolo per la copertura delle nuove leggi.E il Consiglio non può approvare una norma senza copertura fi­nanziaria, lo prevede l’articolo 81 della Costituzione che sanci­sce che le norme devono preve­dere le risorse. Il rischio è che a causa del deficit sanitario da 349 milioni di euro non ci siano risorse neanche per il prossimo anno. Il governatore Antonio Decaro sta cercando di rastrella­re più soldi possibili per il debi­to della sanità, così da ridurre la parte da coprire con l’Irpef. Co­sì facendo si svuota però l’attivi­tà legislativa del Consiglio.La situazione finanziaria è tal­mente compromessa che Deca­ro qualche giorno ha bloccato persino l’utilizzo dei soldi del di­savanzo e degli interessi del bi­lancio del Consiglio regionale (risorse dedicate alla gestione e ai progetti della presidenza del consiglio) per recuperare qual­che euro in più. Si sta raschian­do tutto il fondo del barile.

repubblicabari

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