BUCO DELLA SANITÀ, DECARO CONFERMA L’AUMENTO IRPEF

L’aumento dell’Irpef ci sarà. Il governatore Antonio Decaro lo dice ai sindacati che ha in­contrato nella sala giunta della pre­sidenza regionale

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L’aumento dell’Irpef ci sarà. Il governatore Antonio Decaro lo dice ai sindacati che ha in­contrato nella sala giunta della pre­sidenza regionale per illustrare la situazione del deficit nella sanità. Con le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil è stato esplicito. Del resto sia­mo a pochi giorni dalla scadenza del 30 aprile, giorno in cui saranno consegnati i conti definitivi sulla sanità del 2025, e si capirà se il bu­co resterà a quota 369 milioni di euro o varierà in meglio o in peg­gio: «Stiamo cercando, per evitare di utilizzare al massimo la leva fi­scale, di fare dei tagli per i quali completeremo l’analisi nei prossi­mi giorni quando avremo il qua­dro chiaro – dice il governatore – I porteremo all’attenzione anchedei sindacati una manovra fiscale che cercherà di tutelare le fami­glie più fragili».Decaro annuncia una politica di tagli che non riguar­deranno i servizi sanitari, ma i co­sti della politica. Lavori in corso an­che sul bilancio autonomo per ca­pire cosa si può raschiare dal fon­do del barile, se c’è qualche avan­zo di amministrazione che può es­sere dirottato a copertura di quel­lo che Decaro continua a chiamare «disequilibrio»: «I tagli serviranno soprattutto a questo, anche i tagli sui costi della politica che stiamo facendo anche quest’anno servi­ranno a tenere più bassa la manovra e a non toccare lo scaglione più basso». Questa sembra essere una certezza: la manovra fiscale rispar­mierà i redditi al di sotto dei 15 mi­la euro annui. E questa sembra es­sere, con l’aumento dell’Irpef, la se­conda certezza della manovra che verrà quasi certamente con il com­missariamento ad acta.Per il segretario generale Uil Pu­glia, Stefano Frontini, «si tenderà a far cadere il peso del disavanzo su cittadini e lavoratori e su questo ovviamente siamo contrari». «La Regione si è detta pronta a trovare le risorse anche altrove, quindi per cercare di ridurre in qualche modo l’impatto. Ma c’è da vedere anche quali sono i correttivi di lun­go periodo, se si faranno delle scel­te sui direttori generali fuori dalla politica.Nella consapevolezza che non c’è una bacchetta magica, ser­ve un ragionamento di lungo perio­do». «L’aumento dell’Irpef non va bene – ha confermato il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci – perché ricade su la­voratori e pensionati ma siamo soddisfatti dal fatto che si apre un confronto con la Regione e soprat­tutto che c’è l’idea da parte della Regione di cercare di trovare le ri­sorse per ridurre il disavanzo».«È stato un confronto dettaglia­to, preciso, – ha detto la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci – dal quale si evince uno sforzo della Regione per ridurre il disavanzo di bilancio. Ovviamente noi abbiamo ribadito la nostra po­sizione contraria al prelievo dell’Ir- pef, non possono essere lavorato­ri, pensionati e cittadini a pagare questo disavanzo. A breve ci rive­dremo per capire lo stato dell’arte, ma abbiamo ribadito che servono tagli a consulenze e costi della poli­tica». Per Decaro ora la partita si sposta a Roma, per trasmettere ai ministeri di Sanità e Finanze la re­lazione sulla proposta di manovra. E spiegare che l’aumento del fon­do sanitario per la Puglia, come per le altre Regioni, non copre l’au­mento dei costi nella sanità.

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