“Al 118 mancano 324 medici”: in Puglia sistema emergenza in affanno. La Regione ora corre ai ripari

Dicono sia di routine, ma il dato sta diventando strutturale e un ossimoro: in Puglia al 118 c’è un’emergenza medici. All’appello ne mancano 324.

“Giornata del mare e della cultura marinaresca” dal 11 al 13 aprile
Ferragosto in Sicurezza a Vieste, vigilanza sulle spiagge e lotta all’abusivismo: piovono sanzioni e sequestri
Crollo del grano duro, 200 euro in meno a tonnellata: “Uno schiaffo sul volto della nostra agricoltura”

“Al 118 mancano 324 medici”: in Puglia sistema emergenza in affanno. La Regione ora corre ai ripari

Dicono sia di routine, ma il dato sta diventando strutturale e un ossimoro: in Puglia al 118 c’è un’emergenza medici. All’appello ne mancano 324. Tanto che il Dipartimento salute della Regione Puglia ha autorizzato il reclutamento del personale che serve con la pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia. Il report fatto dalle Asl sui propri ambiti territoriali restituisce una situazione addirittura drammatica nella provincia di Foggia dove mancano 91 medici, poco meno di un terzo dell’intero fabbisogno di personale. Critica la situazione a Taranto dove c’è bisogno di 60 medici. In provincia di Bari, il fabbisogno è di 51 camici bianchi, più o meno la carenza di Lecce dove dovrebbero lavorare 50 unità in più. Brindisi ha bisogno di 42 medici, 30 quelli necessari nella Bat.La situazione di Taranto è definita «drammatica» da Mario Balzanelli che, oltre a ricoprire l’incarico di presidente della Società italiana 118, è in servizio nella Asl ionica. La drammaticità sta nel fatto che i medici del 118 dovrebbero essere 75 e ne mancano 60. E anche per loro, vale lo stesso destino dei medici del pronto soccorso: stipendi bassi rispetto alla complessità del lavoro e anche rispetto al rischio di intervenire in situazioni spesso disperate che imporrebbero anche una diversa tutela legale. «Tutto è demotivante, come lavorare spesso di notte, con il rischio di essere aggrediti e di incidenti dovendo sempre intervenire in velocità», osserva Balzanelli «e molti colleghi alla fine ti dicono: è stato bello ma preferisco vivere».Insomma, non basta garantire un contratto a tempo indeterminato: il 118 continua a non avere appeal. E la carenza da endemica diventa strutturale a ogni step regionale. Ce ne sono due all’anno: a marzo e a ottobre. E allora alle centrali operative non resta che razionalizzare l’esistente. Per questo dalle Asl si prova a cambiare registro e concentrare «la medicalizzazione prioritariamente sulle automediche, che devono essere potenziate e aumentate nel numero, a scapito della medicalizzazione delle ambulanze (mezzi Mike), per massimizzare la capacità di rendez-vous con i mezzi non medicalizzati».«Non è sbagliato — osserva Balzanelli — l’automedica arriva prima, l’importante è che ci sia un medico e un infermiere, piuttosto che un medico su un’ambulanza». Il problema è che con le selezioni che vanno deserte quello di avere «una postazione medicalizzata avanzata ogni 60mila abitanti, come dice la legge», è un lusso che non possiamo permetterci.Se la coperta dei camici bianchi è corta non resta che fare di necessità virtù. Così nella Asl di Bari, ad esempio, le postazioni considerate prioritarie sono: Monopoli, Alberobello, Casamassima, Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti. C’è anche Altamura dove si mantiene la medicalizzazione perché spesso per ragioni temporali si corre verso Bari nonostante ci sia l’Ospedale della Murgia. Nella Bat la priorità è garantire una postazione tra Minervino Murge e Spinazzola e garantire prioritariamente la medicalizzazione della postazione di Canosa di Puglia, perché i tempi di percorrenza sono più lunghi. Nella Bat è possibile potenziare Trani.A Lecce si è stabilito, in base a organico e codici rossi registrati, di considerare prioritarie le due postazioni di Lecce, poi quelle di Veglie, Nardò e Gagliano. Così a Taranto: i presidi da salvaguardare prioritariamente per la garanzia del servizio minimo territoriale sono quelli di Ginosa, Massafra, Taranto Nord, Martina Franca, Pulsano e Torricella. Sempre nelle more di una riorganizzazione complessiva del servizio.

COMMENTI

WORDPRESS: 0