UN DUP DI CERTEZZE E FIDUCIA

L’assemblea consiliare ha approvato il Documento Unico programmatico (DUP), il pilastro della pianificazione strategica e operativa dell’amministr

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L’assemblea consiliare ha approvato il Documento Unico programmatico (DUP), il pilastro della pianificazione strategica e operativa dell’amministrazione La Marca. È il documento complesso e articolato, che spiega dove l’amministrazione vuole andare e come intende arrivarci. Per molti versi si rifà a quello precedente, ovviamente riveduto e aggiornato, propedeutico al bilancio di previsione che è lo strumento esecutivo del DUP.
Il sindaco La Marca ha sintetizzato, nella pur corposa sintesi della presentazione al Consiglio, le qualche centinaia di pagine della stesura completa del DUP. Quanto basta per offrire una idea abbastanza concreta della visione politica dell’amministrazione come espressa nel programma elettorale, e tratteggiare il quadro di riferimento per le scelte operate.
«Non un atto formale – ha definito – ma una bussola che tiene insieme visione politica, programmazione finanziaria e coerenza delle politiche pubbliche: ma anche un momento di verifica del lavoro svolto e di rilancio del progetto di governo della città». Un indirizzo niente affatto convenzionale, ma sostanziato da una doviziosa serie di richiami di questioni intraprese e realizzate peraltro ben in vista in città che determinano oggettivamente un salto di qualità della realtà cittadina. Certo, non si è a quella visione affascinata di una città ove tutto è al suo posto, tutto funziona a meraviglia, i cittadini rispettosi della città e di chi la abita. Il che dice quanto e come Manfredonia è stata ricacciata indietro da una posizione privilegiata per tanti aspetti qualificanti dai quali non è facile riemergere. Ma ci si sta provando.
Una visione valutata realisticamente positiva di città, onorata da quella parte del consiglio che rappresenta la maggioranza, ma ritenuta sostanzialmente negativa dall’altra parte dell’assemblea che dà voce alla opposizione con argomentazioni non sempre e non da tutti i suoi rappresentati, centrati e in ogni caso non finalizzati a fornire alternative costruttive.
«A un anno e mezzo dall’insediamento a Palazzo San Domenico, la compagine di governo ha acquisito un maggiore consapevolezza delle difficoltà strutturali che Manfredonia vive da tempo» rileva La Marca. «Ma possiamo dire con onestà – conferma – che accanto alla gestione dell’ordinario, abbiamo affrontato situazioni straordinarie, riattivato percorsi bloccati e rimesso in moto processi fondamentali restituiscono l’idea di una città più curata, più giusta, più sana e capace di guardare al futuro».
Il sindaco La Marca non ha indugiato sulle enunciazioni generalizzate, ma attraverso una analisi pacata e serrata, ha effettuato un excursus su quanto realizzato in termini reali e programmatrici all’insegna di una “città più bella”. (Per i dettagli leggere il discorso del sindaco). Tra le altre notazioni quelle della lotta alla povertà con sostegni economici alle famiglie in difficoltà; al rilancio dell’edilizia residenziale pubblica; al rifinanziamento del bando “Si può fare” indirizzato ai giovani; al sostegno all’economia locale con strumenti concreti quali lo Sportello fare impresa; alla riqualificazione delle aree mercatali; alle interlocuzioni aperte con Autorità portuale, Camera di Commercio, ASI; alla grande attenzione per la cultura «trainante per una emancipazione complessiva»; all’aumento delle risorse per le manutenzioni degli edifici scolastici; all’attivazione dei refettori e a seguire del Centro cottura; al nostro Teatro annoverato «tra i centri di residenza artistica pugliese e, dallo scorso anno, è Centro di produzione per il Gargano riconosciuta dal Ministero.
«La cultura non è un lusso, ma una leva strategica di sviluppo» asserisce il sindaco riferendo della redazione del Piano strategico della cultura e del turismo, che metterà a sistema “contenitori” e “contenuto”.
«In questi diciotto mesi – relaziona – tanti cantieri sono diventati realtà: nuovi asili nido, scuole più sicure, impianti sportivi, nuova caserma dei carabinieri, riqualificazione del verde e degli spazi pubblici, illuminazione, fontane, servizi urbani, 25 chilometri di strade rifatte e trenta da rifare». Determinante il supporto del PNRR e il recupero di fondi regionali della rigenerazione urbana bloccati dal 2019 nonché i fondi delle alienazioni di beni comunali, che consentono di realizzare il Senior Park, il Museo Civico Manfredi, il Parco Grotta Scaloria, il ponte Santa Restituta, l’adeguamento del PRG al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale; in arrivo 16 nuovi alloggi di edilizia residenziale.
Sono solo alcuni dei richiami sui quali si è soffermato il sindaco. «Un gran lavoro reso possibile – annota La Marca – grazie al potenziamento della tecnostruttura con all’assunzione di nuove figure professionali, stabilizzazione di personale, che ha quale obiettivo essenziale l’uscita dal Piano di riequilibrio finanziario con un buon anticipo, presupposto per guardare con più serenità e concretezza al futuro di Manfredonia».
Il quadro è solo parzialmente illuminato: c’è una buona parte ancora da schiarire. Non mancano le prospettive e, a quanto pare, le idee chiare di una compagine amministrativa, che pur nella sua fase di rodaggio, ha dimostrato affidabilità in specie sul piano della trasparenza e della legalità. Ha a disposizione ancora tanto tempo utile per affinare gli interventi e realizzare quanto già previsto. L’optimum sarebbe quello che l’intero consesso amministrativo della città come connotato dal voto dei cittadini, procedesse, beninteso nel rispetto dei rispettivi ruoli, mosso dall’interesse comune per una città che ha tanta voglia di respirare aria pulita.
Michele Apollonio

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