Nel nuovo avviso della Regione Puglia per l’affidamento dei servizi di vigilanza armata, custodia e portierato trova applicazione la legge regiona

Nel nuovo avviso della Regione Puglia per l’affidamento dei servizi di vigilanza armata, custodia e portierato trova applicazione la legge regionale sul salario minimo. Una scelta che, secondo il Movimento 5 Stelle, rappresenta un passo concreto nella tutela dei lavoratori impegnati in servizi essenziali all’interno delle sedi istituzionali.
“Non possiamo che essere orgogliosi dell’applicazione della legge regionale sul salario minimo nel nuovo avviso per l’affidamento dei servizi di vigilanza armata, custodia e portierato della Regione Puglia. Una norma che il gruppo regionale ha convintamente votato e difeso nella scorsa legislatura. Parliamo di lavoratori che svolgono compiti di assoluta importanza all’interno delle sedi regionali, che venivano pagati ben al di sotto dei 9 euro l’ora”, dichiara Maria La Ghezza, capogruppo designata del Movimento 5 Stelle.
Secondo l’esponente pentastellata, “il tema del salario minimo non può più essere rinviato. Come M5S riteniamo che quella per il salario minimo sia una battaglia di civiltà, tanto che il primo atto della giunta regionale campana guidata da Roberto Fico è stata l’approvazione del salario minimo negli appalti regionali. Ora la battaglia è per introdurre la misura a livello nazionale”.
A sostegno della richiesta vengono richiamati dati che delineano una situazione sociale critica. “I numeri sono impietosi: sei milioni di persone guadagnano meno di mille euro al mese e il nove per cento dei lavoratori italiani a tempo pieno è in povertà assoluta. Dati che ci dicono che non si può più aspettare”, conclude la capogruppo del Movimento 5 Stelle.

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