La tavola di Capodanno ‘parla’ pugliese: 1.5 milioni di bottiglie di spumante prodotte, export in crescita

Per i brindisi di fine anno esi stappa sempre più spesso uno spumante rigorosamente Made in Puglia, una crescita costante che si traduce in circa

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Per i brindisi di fine anno esi stappa sempre più spesso uno spumante rigorosamente Made in Puglia, una crescita costante che si traduce in circa 1,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno, a conferma di un comparto dinamico e in piena evoluzione. A sottolinearlo è Coldiretti Puglia: “La scelta ‘popolare’ per il Capadanno è lo spumante italiano, protagonista di circa 75‑80% dei brindisi, mentre lo champagne rimane un’opzione più di nicchia e di fascia alta, rappresentando solo circa 5‑10% dei brindisi, non la prima scelta per la maggior parte degli italiani”.La geografia delle bollicine pugliesi
La geografia delle bollicine pugliesi racconta una produzione ampia e diversificata nelle aree più vocate della regione, con le bollicine pugliesi che nascono da vitigni autoctoni e internazionali capaci di esprimere al meglio le caratteristiche del territorio. Tra i principali vitigni utilizzati per gli spumanti troviamo il Bombino Bianco, apprezzato per freschezza e acidità, il Fiano, che regala note fruttate e floreali, e il Malvasia Bianca, spesso impiegata per aromi delicati.Non mancano poi blend con vitigni internazionali come il Chardonnay e il Pinot Nero, che permettono di ottenere spumanti metodo classico di struttura e complessità. Le zone più vocate si distribuiscono lungo tutta la regione: la Daunia e la Murgia per gli spumanti freschi e leggeri, la Valle d’Itria e il Salento per bollicine più aromatiche e rotonde, mentre la DOC Castel del Monte si distingue per spumanti di carattere, dal corpo pieno e con buona acidità.Questa diversificazione territoriale e varietale consente ai produttori pugliesi di proporre un’offerta che spazia da spumanti giovani e fragranti a vini più complessi, capaci di accompagnare con stile i momenti di festa. Se in Puglia lo spumante è ormai una presenza irrinunciabile nel carrello della spesa delle festività, anche sui mercati nazionali e internazionali le bollicine pugliesi continuano a guadagnare spazio, grazie alla qualità dei vitigni autoctoni, alla cura in cantina e all’attenzione all’export, che nel primo semestre 2025 ha raggiunto oltre 114 milioni di euro, con una crescita di circa +5,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, con i principali mercati di sbocco rappresentati da Germania, Svizzera, Albania e Regno Unito.

 

 

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