Violenza sulle donne, in Puglia ancora poche denunce. Gli avvocati: “Serve maggiore educazione, anche tra le Forze dell’Ordine”

Ci sono le donne vittime di violenza di genere che non vogliono sporgere denuncia perché temono sia troppo costosa e quelle che hanno paura dell'ex co

49 milioni per le nuove iniziative dei giovani agricoltori pugliesi: “Potranno realizzare sogno”
«Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio Redazione online Redazione online «Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio Il legale Gianfranco Di Sabato ha ricevuto minacce di morte da due persone che si sono introdotte nel suo studio. Ha presentato denuncia Mercoledì 01 Ottobre 2025, 20:17 20:24 1 min L’avvocato Gianfranco Di Sabato, di Manfredonia, ha ricevuto minacce di morte gravissime, estese anche alla sua famiglia, da due persone che si sono introdotte nel suo studio e gli hanno intimato di rinunciare all’incarico avuto da alcune persone per l’acquisto di un’abitazione. «Non sai contro chi ti stai mettendo», gli avrebbero detto. L’avvocato ha presentato al Commissariato di Polizia di Manfredonia una denuncia-querela nei confronti degli autori. Immediata la solidarietà del presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, Gianluca Ursitti. «Voglio esprimere la vicinanza dell’Ordine degli Avvocati di Foggia e mia personale, all’avvocato Gianfranco Di Sabato per le pesantissime intimidazioni ricevute nell’esercizio del suo mandato. Si tratta di un episodio gravissimo, che non può restare impunito. Ci auguriamo che i responsabili di questo gesto volgare e criminale vengano individuati in tempi rapidi e puniti con la massima severità. È necessario che sia chiaro a tutti: gli avvocati non possono né devono arretrare di fronte a simili atteggiamenti incivili. Saremo sempre al fianco del collega e di ogni professionista che dovesse subire minacce». Le minacce di morte sono state fatte – a quanto si apprende – da una donna di circa 60/65 anni che si è presentata nello studio del legale a nome di due fratelli. «Non sai contro chi ti sei messo. Se vai dai carabinieri sei morto», avrebbe detto al professionista intimandogli di rinunciare all’incarico. © RIPRODUZIONE RISERVATA Segui anche da questo articolo: MINACCE DI MORTE , AVVOCATO GIANFRANCO DI SABATO TROVA NEWS INTORNO A TEPosizione inserisci la città Recupera la tua posizione Raggio Distanza 10cerca tutti i contenutiAbbonati a La Gazzetta del Mezzogiorno Foggia «Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio «Non sai contro chi ti stai mettendo»: avvocato di Manfredonia minacciato di morte nel suo studio Foggia, podcast sulla Costituzione sarà realizzato dai detenuti del carcere Foggia, podcast sulla Costituzione sarà realizzato dai detenuti del carcere Lucera, scritte razziste e una svastica sul muro di un esercizio commerciale: la rabbia del sindaco Lucera, scritte razziste e una svastica sul muro di un esercizio commerciale: la rabbia del sindaco Società Foggiana, guerra tra i clan: via al nono processo Società Foggiana, guerra tra i clan: via al nono processo Foggia, rissa tra stranieri al quartiere Ferrovia: uomo accoltellato Foggia, rissa tra stranieri al quartiere Ferrovia: uomo accoltellato Dietro il duplice omicidio di Apricena uno scontro per il mercato della droga. La Dda: «Atto emblematico della mafia» Dietro il duplice omicidio di Apricena uno scontro per il mercato della droga. La Dda: «Atto emblematico della mafia» Incidente all’uscita A14 a Foggia: scontro frontale tra due auto Incidente all’uscita A14 a Foggia: scontro frontale tra due auto Ischitella, nella notte un ordigno esplode davanti ad un bar, danneggiando saracinesca: nessun ferito Ischitella, nella notte un ordigno esplode davanti ad un bar e danneggia la saracinesca: nessun ferito Comuni post-scioglimento, il presidente Anac a Foggia: «Prevenire la corruzione è fondamentale» Comuni post-scioglimento, il presidente Anac a Foggia: «Prevenire la corruzione è fondamentale» leggi tutte le ultime news in archivio
4 aprile 2026 alle ore 10:00, inaugurazione dei Giardini Scaloria – Senior Park

Ci sono le donne vittime di violenza di genere che non vogliono sporgere denuncia perché temono sia troppo costosa e quelle che hanno paura dell’ex compagno. Chi vuole tutelare i figli e chi non può permettersi di lasciare la casa coniugale. Alcune vengono anche bloccate dall’impatto, non sempre positivo, con gli uomini in divisa che ne raccolgono le prime segnalazioni. Ecco perché, “servirebbe maggiore preparazione in materia anche delle forze dell’ordine”, spiega l’avvocata Patrizia Ciorciari, specializzata in casi legati alle violenze di genere e coordinatrice dello sportello “Dalla loro parte” aperto dall’Ordine degli avvocati di Bari (presieduto da Serena Triggiani), in collaborazione con la Regione, e rivolto a tutte le vittime di reati. Un progetto innovativo, perché per la prima volta è realizzato con la collaborazione dell’avvocatura istituzionale.

In questi mesi avete avuto molte visite?
“Non tantissime ma siamo partiti solo a inizio giugno grazie alla disponibilità di 52 avvocati, 42 dei quali donne, che hanno turnato per tutta l’estate. Per essere più incisivi, però, serve maggiore pubblicità, anche sui social, e la Regione ha assicurato che sarà fatta”.

Della violenza sulle donne ormai si parla ovunque, è un bene?
“Più se ne parla più chi la subisce acquista consapevolezza. Una volta è venuta da me una signora che, dopo aver visto un programma televisivo, ha capito di essere stata vittima di maltrattamenti per oltre 20 anni”.

I più giovani, però, vivono una vita social. Con loro come si fa ad affrontare i problemi?
“Bisogna agire nelle scuole e presto. Come Associazione avvocati per i minori abbiamo organizzato incontri in vari istituti e ho constatato che le ragazze hanno bisogno di capire ma anche che non hanno la consapevolezza che certi atteggiamenti ossessivi, tipo ricevere tanti messaggi o essere accompagnate ovunque, possano scaturire da un desiderio di controllo”.

Il Codice rosso ha introdotto nuovi reati e ha aggravati alcuni esistenti. Servono ulteriori interventi legislativi?
“Norme ne abbiamo a sufficienza, ora devono essere applicate. Ciò che serve è maggiore educazione, anche tra le Forze dell’ordine”.

Si spieghi meglio.
“Ho sentito troppe donne lamentare atteggiamenti poco “accoglienti” da parte di chi era deputato a raccogliere le loro denunce o addirittura di avere ricevuto il consiglio di lasciare perdere ma, in tal caso, si può configurare l’omissione di atti d’ufficio. Il mio suggerimento è di andare a denunciare negli uffici grandi e non nelle caserme di paese e di rivolgersi preventivamente ai centri antiviolenza (anche chiamando il 1522, attivo 24 ore al giorno) e agli avvocati”.

La difficoltà di denunciare comunque è un dato incontrovertibile.
“Molte donne temono anche l’impatto economico di un processo, per questo è importante che sappiano che esistono forme di patrocinio che consentono l’assistenza legale gratuita”.

I processi sono lunghi, però, mentre le indagini sembra si siano velocizzate.
“Molte lungaggini sono state determinate dalla pandemia e i processi hanno comunque dei tempi tecnici. Personalmente non ho avuto esperienze molto negative: ricordo che un giudice che aveva fatto un errore nella fissazione di un’udienza che l’avrebbe invalidata, l’ha corretto in tempi rapidissimi evitando il rinvio”.

Violenza sulle donne, in Puglia ancora poche denunce. Gli avvocati: "Serve maggiore educazione, anche tra le Forze dell'Ordine"

 

 

 

 

 

 

 

 

fonte: Repubblica

COMMENTI

WORDPRESS: 0