Un cartello rimediato sul retro di un capannone, un distributore artigianale e una fila discreta di auto in attesa. Nel Foggiano, la morsa del car

Un cartello rimediato sul retro di un capannone, un distributore artigianale e una fila discreta di auto in attesa. Nel Foggiano, la morsa del caro carburante ha fatto fiorire un’economia ombra dove la convenienza immediata copre i rischi di una vera e propria frode fiscale. I numeri spiegano il fenomeno meglio di qualsiasi analisi economica: con il gasolio “da pompa” stabilmente a cifre elevate, la tentazione di fare rifornimento a prezzi tagliati del 30-40% attira centinaia di automobilisti. Il calcolo per chi decide di chiudere un occhio sulla provenienza del carburante è semplice: con soli 50-60 euro si riempie un serbatoio da 50 litri, lasciando in tasca quasi 40 euro ad ogni sosta.Tuttavia, il prezzo da pagare sul piano della legalità e della meccanica è altissimo:Frode sulle accise: Il carburante venduto sottobanco è spesso gasolio agricolo defiscalizzato, dirottato illegalmente dall’uso sui campi al serbatoio delle autovetture private. Rischio per i motori: La qualità dei prodotti erogati dai serbatoi clandestini non è garantita da alcun filtro o controllo di raffineria, esponendo gli iniettori delle vetture moderni a guasti da migliaia di euro.Concorrenza sleale: Gli impianti autorizzati del territorio subiscono un crollo del fatturato, stretti tra i rincari ufficiali e la concorrenza spietata del mercato nero.La risposta delle Fiamme Gialle non si sta facendo attendere: i controlli serrati condotti tra Cerignola, Orta Nova e la periferia di Foggia hanno già portato alla chiusura di diversi punti di rifornimento abusivi, al sequestro di migliaia di litri di prodotto e alle denunce per violazione della normativa sulle accise. Un’offensiva necessaria per spegnere un miraggio d’oro che danneggia l’intera filiera legale

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